Pedopornografia, immagini hot create e messe online prendendo le foto delle ex compagne di classe. Tra le 20 vittime la figlia di un ministro

Giovedì 7 Ottobre 2021
Pedopornografia

PADOVA - Prendeva le foto di amiche ed ex compagne di classe dai social, all'epoca minorenni, creava dei fotomontaggi con immagini esplicite di attrici porno e poi li pubblicava sui siti a luci rosse. Venti le sue vittime, all'epoca residenti nel ferrarese. Tra queste anche la figlia di un ministro. Protagonista del caso giudiziario di revenge porn, seppur decisamente atipico, è Gianluca Pizzotti, di origine estense, ma da anni residente a Padova. L'uomo, 35enne, finirà l'11 novembre davanti al gup del tribunale di Venezia. Il pubblico ministero Giorgio Gava, in luglio, ne aveva richiesto il rinvio a giudizio davanti al tribunale collegiale di Padova per i reati di detenzione di materiale pedopornografico e diffamazione. 


Il sostituto procuratore gli contesta di essere l'autore di un disegno criminoso che consiste nell'aver pubblicato in situazioni non corrispondenti alla realtà e tutte a sfondo sessuale le fotografie delle venti vittime.
Il caso giudiziario nasce alla fine del 2018: una poliziotta del nucleo di polizia postale di Ferrara mette le mani su diverse fotografie che appaiono sul web e che la portano a contattare una delle donne vittima del revenge porn del 35enne di Padova. Da lì scattano altre indagini che evidenziano come non sia solo lei a essere coinvolta nella pubblicazione di foto rese hard grazie a fotomontaggi, ma ci siano anche altre sue amiche o ex compagne di scuola e di università. Così le indagini da Ferrara passano alla polizia postale di Bologna, e alla fine del 2019 il fascicolo d'inchiesta giunge fino a Padova, dove da qualche anno vive il 35enne dopo essersi trasferito per motivi di studio. L'imputato subirà una perquisizione dove in due computer, poi sequestrati dalla polizia, verranno scoperte 250 foto a sfondo pornografico e anche pedopornografico e tredici video.


L'uomo, dopo aver chiesto l'amicizia su Facebook a queste ragazze, ha sottratto diverse immagini dai loro profili per poi modificarle e così trasferirle sui siti porno, alcuni dei quali anche molto frequentati. Diffamazione aggravata per aver utilizzato le foto delle sue vittime sul web, detenzione di un'ingente quantità di materiale pornografico e pedopornografico e l'aver ripetuto più volte il reato sono le accuse rivolte dal pubblico ministero al 35enne.
Per ogni ragazza, di cui l'uomo svelava anche il nome e la città di provenienza, Pizzotti faceva una recensione delle abilità sessuali, ovviamente inventate, visto che con nessuna di loro l'uomo aveva mai avuto rapporti sessuali. 
 

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