Sasha scomparso, il lavoro per il "re dei pasticcieri": «Un sogno realizzato». La preoccupazione degli ex colleghi

Venerdì 27 Maggio 2022 di Marina Lucchin
Sasha Abbracciavento

PADOVA - Il sogno dell’alta pasticceria, i viaggi inseguendo esperienze all’interno dei laboratori dell’arte bianca guidati dagli chef più blasonati, come quello padovano di Luigi Biasetto, e la fede nella Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, cui inviava molto denaro. Sono queste le caratteristiche che sono rimaste impresse a ex colleghi e datori di lavoro di Sasha Gianluigi Abbracciavento, il 28enne torinese, ora residente nel Vicentino di cui si sono perse le tracce a Ponte di Brenta

LA SCOMPARSA
Qui, infatti, a poche decine di metri dalla passerella che attraversa il fiume, in cui nei mesi scorsi si sono suicidati Henry Osarodion Amadasun e Ahmed Jouider, è stata ritrovata la sua auto, una Chevrolet rossa, con gli sportelli aperti. All’interno, alcuni vestiti da lavoro e il cellulare. I vigili del fuoco stanno passando al setaccio il letto del fiume, prima con i sub, ieri con l’eco-scandaglio. Ma del giovane non c’è alcuna traccia. Potrebbe essere morto o anche essere fuggito. Ma la domanda resta una: perché?


IN CITTÀ
Secondo le persone che lo conoscevano, per lo più colleghi e datori di lavoro, le risposte sarebbero da ricercare proprio nella sua adesione alla chiesa mormonica. Sasha per qualche tempo aveva abitato a Padova. Dopo la sua esperienza lavorativa a Bordighera, in Liguria, nel luglio dell’anno scorso si era presentato, con tanto di valigia ancora al seguito, all’interno della pasticceria di Luigi Biasetto. «Il mio sogno è lavorare con lei» sono state le prime parole che ha pronunciato allo chef di fama mondiale. «Sono rimasto colpito da questo ragazzo - commenta Biasetto -. Mi dicono dal laboratorio che il suo ultimo giorno di lavoro è stato a dicembre scorso. Aveva una personalità un po’ strana, era ambiguo nel dialogo e anche un po’ disordinato e a un certo punto è diventato così ingestibile che è stato invitato a fermare la collaborazione». 

IN LIGURIA
Una descrizione simile anche quella che fa di lui il suo ex datore di lavoro, Davide Rebaudo, patron del ristorante U Cian Isolabona Dolceacqua, in Liguria, dove il ragazzo lavorava come chef pastry
«Sono sconvolto dal fatto che sia sparito così. Sapevo che era venuto a Padova e che era riuscito a lavorare per Biasetto. Ma da almeno 4 anni aveva imboccato questa fede e la frequentazione con le persone di quella Chiesa l’aveva cambiato. So anche che dava una buona parte di stipendio a loro e che faceva cose strane, modificando le sua abitudini».

Anche Lisa, sua ex collega ligure, si dice molto preoccupata: «Pagava per fare un “mandala”, che invece di essere fatto di sabbia, era fatto con i soldi. Chi arrivava al centro avrebbe preso tutto il denaro. O così me l’aveva spiegato quando tentò di convincermi a seguirlo. Forse si è indabitato per fare queste cose e non sapeva come uscirne». 


 

Ultimo aggiornamento: 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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