Sconfitta che lascia il segno: è contestazione, Sullo a rischio

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Claudio Malagoli
Ora è giusto parlare di crisi. Nei risultati e nel gioco. Neppure il ritorno al più collaudato 3-5-2 e l'innesto dei tre rinforzi del mercato invernale sono serviti a invertire quel trend negativo che sta facendo precipitare le quotazioni del Padova, proprio nella domenica in cui le prime due della classe, Vicenza e Carpi, non sono andate oltre il pareggio.
È dolorosissima la sconfitta rimediata a Fano dalla truppa del tecnico Sullo - ora a rischio di esonero - di fronte a una squadra che naviga nei bassifondi della classifica e oltretutto che in casa finora non aveva mai vinto. O per meglio dire aveva quasi sempre perso (sette sconfitte e tre pareggi nelle precedenti dieci gare interne). I biancoscudati hanno giocato un primo tempo assolutamente deludente, acciuffando nel finale il pareggio su rigore dopo che i padroni di casa si erano portati in vantaggio sempre dal dischetto. Qualcosa di meglio, almeno sul piano dell'atteggiamento, si è visto nella ripresa ma la sciagurata espulsione di Kresic ha mandato all'aria i propositi bellicosi della squadra che in inferiorità numerica si è fatta sorprendere ingenuamente sugli sviluppi di una punizione. Le speranze di riprendere in extremis la partita sono state poi vanificate dal palo di Fazzi. E alla fine è arrivata la contestazioni dei tifosi.
CARTA BIANCA
Cosa sta succedendo al Padova? E quali sono le cause di questa pericolosa involuzione? Domande che sorgono spontanee alla luce di una classifica che vede i biancoscudati sempre più staccati dalle posizioni di vertice nonostante anche i recenti investimenti della società. Sullo a fine gara ha dato la sua interpretazione, peraltro poco convincente. Oggi sarebbe il caso che ci mettesse la faccia il direttore sportivo Sogliano, l'uomo che ha avuto carta bianca dalla società nella scelta dell'allenatore e nella costruzione della squadra, per capire anche se la stessa posizione del tecnico è in discussione oppure no. Sempre che la maggior parte delle colpe siano sue.
CORSA E APPLICAZIONE
Assente all'ultimo momento Ronaldo per un risentimento muscolare, Sullo ha lanciato nella mischia dal primo minuto sia Hallfredsson che Nicastro nella speranza di far lievitare da subito il tasso di incisività della squadra. L'islandese ha provato ad accendere il centrocampo con qualche giocata di prima, ma spesso ha finito per predicare nel deserto. Più ridotto il contributo dell'attaccante, che però ha avuto il merito di trasformare il rigore dell'1-1 sul finire della prima frazione. Con le armi della corsa e dell'applicazione il Fano ha avuto buon gioco nel disinnescare il superiore potenziale tecnico del Padova, trovando anche il gol del vantaggio sugli sviluppi di uno scatto in profondità di Barbuti che ha colto impreparati Kresic e Lovato. Per completare l'opera il difensore croato ha poi pensato bene di strattonare l'avversario appena dentro l'area e l'arbitro ha fischiato il rigore. Perfetta la trasformazione dello stesso Barbuti.
L'impalpabilità dei biancoscudati, incapaci di sfondare sulle corsie esterne e mai pericolosi negli inserimenti centrali, si è trascinata fino quasi all'intervallo. Solo negli ultimi cinque minuti la squadra è riuscita dare un po' più di vigore alla sua azione e c'è scappato il rigore del pareggio procurato da Germano e trasformato come detto da Nicastro.
PIÙ INTENSITÁ
Il Padova ha approcciato alla ripresa finalmente con più ritmo e intensità. Hallfredsson si è messo in luce con un velenoso sinistro dalla distanza, meritava poi miglior sorte un affondo sulla corsia mancina di Baraye che anzichè servire Santini, libero a centro aerea, ha calciato troppo sul portiere. Negli ultimi venti minuti ha trovato spazio anche Litteri, ma quando la truppa di Sullo si stava preparando all'assalto finale è arrivato il secondo giallo a Kresic per una inutile entrata in ritardo a metacampo. Di lì a poco il Fano, che già si sarebbe accontentato del pareggio, si è trovato addirittura in vantaggio grazie all'inzuccata del difensore Di Sabatino, contrastato con poca attenzione da Lovato e Baraye. Fazzi ha poi fallito di testa l'occasione del possibile 2-2, cogliendo il palo a un metro dalla porta. E per i biancoscudati è stata notte fonda.
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