Riccardo e Davide, campioni di calcetto: 3. posto ai Mondiali in Brasile

PER APPROFONDIRE: calcetto, down, padova, piggio, vignando
Riccardo e Davide, campioni di calcetto: 3. posto ai Mondiali in Brasile

di Gabriele Pipia

L'unico limite, nella loro testa, è la linea che segna il fondo del campo. L'unico ostacolo, quando corrono dietro al pallone, è l'avversario da superare. Niente altro. È una storia di sport ma è soprattutto una lezione di vita quella che vede protagonisti Davide Vignando e Riccardo Piggio, due ragazzi padovani appena rientrati dal Brasile dove hanno giocato il Mondiale di calcio a 5 con la nazionale italiana down. «Ci hanno sorpreso ancora una volta, perché per loro i limiti non esistono» raccontano sorridendo i genitori, davanti a quella grande medaglia che i figli portano al collo con grande orgoglio. Uno difensore e l'altro attaccante: compagni di squadra e amici inseparabili, già campioni del mondo due anni fa in Portogallo. Davide ha ventidue anni, è di Vigonza e a maggio è stato premiato con la scarpetta d'oro della Fisdir (Federazione italiana disabilità intellettivo relazionale) come miglior calciatore italiano down. Riccardo invece è di due anni più giovane, vive a Limena e canta l'inno nazionale con gli occhi che brillano. Battendo il Messico l'Italia si è classificata al terzo posto, dopo aver perso soltanto contro l'Argentina in semifinale. Poteva essere un'altra medaglia d'oro, ma poco importa: poter rincorrere il pallone indossando la maglia azzurra per loro è già la più grande delle vittorie.
RE LEONE
Davide è figlio di un ex giocatore dilettante e durante l'anno si allena con la Asd Sport 21 Padova allenata da Elio Russo, una squadra fondata otto anni fa proprio dal signor Vignando con l'obiettivo di far giocare il proprio figlio e tanti altri ragazzi come lui. Affetto da sindrome di down, Davide da bambino ha iniziato a giocare a calcio con la mamma in cortile e da quel giorno non ha più smesso. «Nel 2017 faceva parte della nazionale che ha vinto il titolo mondiale in Portogallo contro i padroni di casa - racconta il padre Michele - e nei giorni scorsi ha potuto vivere nuovamente questa meravigliosa esperienza». Il Mondiale si è svolto a Ribeirão Preto, nello stato di San Paolo, e Davide ha segnato tre gol. «Lui gioca difensore e i suoi compagni l'hanno soprannominato Re Leone perché è una roccia». Il modello? Papà Michele non ha dubbi: «Claudio Gentile che marca Maradona nel 1982. Anche al mio Davide è capitato di prendere in consegna gli avversari più forti».
ENERGIE ENORMI
Diplomato all'istituto alberghiero Musatti di Dolo, oggi lavora al Centro Porsche Padova occupandosi di pulizia e lavaggio auto. «Davide fa sempre tutto da solo, e con il lavoro e con lo sport si sta togliendo grandissime soddisfazioni - racconta il papà -. Ha un'energia incredibile e mette passione in tutto quello che fa. La notte che è rientrato dal Brasile, al mattino dopo si è alzato alle 6.30 per prendere il bus e andare da solo a lavoro. Forse i limiti sono messi solo da noi genitori. I nostri figli hanno delle risorse incredibili, non dobbiamo mai rinunciare a dar loro delle opportunità».
Riccardo Piggio si è invece diplomato all'istituto Rolando di Piazzola sul Brenta, indirizzo operatore sociosanitario, e ora sta svolgendo un percorso per l'inserimento lavorativo. Gioca a calcio e calcetto da quando ha cinque anni, prima con la Vigolimenese e ora con lo Sport 21 Padova assieme all'amico Davide. «Vederlo raggiungere certi traguardi in autonomia è una soddisfazione enorme - racconta la mamma Raffaella -. Siamo orgogliosi di lui, ci sorprende sempre. Fa tutto con serenità e non si pone mai limiti».
 
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Martedì 16 Luglio 2019, 05:05






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