Pestaggio in centro, «Noi come i partigiani, giusto picchiare i fascisti»

Lunedì 29 Aprile 2019 di Marina Lucchin e Alberto Rodighiero
Il senatore della Lega Andrea Ostellari e Nicolò Calore
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PADOVA - «I partigiani non si sono mai posti il problema di usare la violenza per combattere il nazifascismo. Quello che è successo giovedì notte è stata la risposta a una provocazione fascista». Nessuna solidarietà, nessuna condanna alla violenza. Anzi, i militanti del centro sociale Pedro sostengono i picchiatori che nella notte seguita alle celebrazioni per l'anniversario della Liberazione dentro al bar Strasse, a due passi da Piazza delle Erbe, nel cuore di Padova, al grido di "Fascisti! Fascisti!" hanno pestato l'ex consigliere comunale leghista 32enne, Nicolò Calore, e Alberto Bortoluzzi, artista 31enne militante di Casapound. 

«Occhi sbarrati e cappuccio in testa: volevano farci male»


Sull'intervento del Pedro interviene il senatore leghista Andrea Ostellari, che per primo ha dato notizia del raid. Un'aggressione che avvelena il clima sociale e può ricordare altri tempi. Che può richiamare un passato mai dimenticato, ma più gli anni di piombo che la seconda guerra mondiale e la lotta per la liberazione. Anni in cui proprio Padova ha sperimentato l'odio tra destra e sinistra. Come l'assalto alla sede dell'Msi del 1974, a opera delle Brigate Rosse, che causò la morte di Giuseppe Mazzola e Graziano Girallucci. Ma non solo. «Non credo che ci sia davvero qualcuno che voglia rimettere in atto  logiche così atroci. Ma dopo azioni e dichiarazioni come queste del Pedro - avverte Ostellari - si deve mantenere alta l'attenzione. Di fronte a questo tipo di violenza, non solo fisica ma anche verbale, ci dev'essere una netta condanna. Va dichiarata sempre senza mezzi termini da quale parte si sta. E io sto da quella di chi manifesta le proprie idee senza violenza, da condannare senza ambiguità».
Si dissocia dalle dichiarazioni del centro sociale la presidente padovana dell'Anpi, Floriana Rizzetto: «I partigiani certamente non si ponevano il problema di essere teneri, ma c'era una guerra in atto, con milizie e brigate nere che facevano stragi ed eccidi. La loro era una risposta armata. Oggi la lotta contro i rigurgiti fascisti ci dev'essere, ma in forme democratiche. L'Italia è una Repubblica democratica che assicura i diritti di tutti, proprio come la lotta dei partigiani ci ha garantito. Per cui rifiutiamo la violenza. Non è il nostro modo di agire e di esprimerci». E il sindaco di Padova, Sergio Giordani, condanna «la violenza, di ogni colore politico. Nel fare il sindaco cerco al mio meglio di ispirarmi ogni giorno ai valori della costituzione e proprio per questo penso che atti violenti siano non accettabili e continuerò a condannarli come ho fatto sempre». 
IL FATTOCalore e Bortoluzzi giovedì notte sono stati minacciati e malmenati da una quindicina di giovani appartenenti ai centri sociali, ai quali la Digos sta già dando la caccia. Cinque di questi sono gli esecutori materiali del pestaggio, mentre l'altra decina si è limitata a offendere le vittime. All'amica che era con loro, Nora Gietz, i violenti hanno detto: «Sei amica dei fascisti e meriteresti le botte. Ti risparmiamo perché sei una donna». Il gruppo era composto da persone tra i 25 e i 40 anni, vicine agli ambienti dei centri sociali, e il loro arrivo prima del raid sarebbe stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza della città.
LA POSIZIONENella nota diffusa ieri, i no global del centro sociale padovano cercano di ridimensionare l'episodio, assicurando che «gli aggrediti non hanno subito ferite». Quando invece Bortoluzzi è agli atti della polizia che il giovane ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per un orecchio lesionato, venendo dimesso con una prognosi di 7 giorni. 
I militanti non solo minimizzano l'episodio di violenza. Anzi. Lo giustificano, sostenendo che il pestaggio altro non sarebbe stato che la risposta ad una provocazione fascista: «Si vuol forzatamente far passare per raid punitivo, una legittima ed estemporanea reazione a una provocazione fatta da un fascista dichiarato, proprio il 25 aprile».
Solidarietà alle vittime è stata espressa anche dai rappresentanti della sinistra, come il consigliere regionale di Leu, Piero Ruzzante, e Alessandro Tognon, segretario padovano di Articolo uno. A questi si rivolgono i pedrini: «Qualcuno ci invita a riflettere intorno al valore della Festa della Liberazione, ma dimentica che i partigiani non si sono mai fatti scrupolo ad utilizzare la violenza per combattere il nazifascismo concludono - Noi non abbiamo mai interpretato questa giornata come un simulacro vuoto, ma abbiamo sempre valorizzato la continuità storica di questa giornata lottando contro le vecchie e nuove forme di oppressione della libertà». D'altro canto però, in una nota successiva, i militanti del Pedro assicurano che parteciperanno alla passeggiata antiviolenza organizzata dalla Lega per condannare il pestaggio: «Proprio perché il governo di fatto sdogana le violenze fasciste, vili per definizione, riteniamo sia corretto portare questo nostro punto di vista in quella passeggiata».
Marina Lucchin
Alberto Rodighiero 
 

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA