Martedì 21 Maggio 2019, 18:23

Video e schianto a 220 all'ora: «Il mio Fausto una vittima, non insultatelo»

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Fausto Dal Moro

di Gabriele Pipia

PADOVA - Domenica 12 maggio, ora di pranzo. Maria Dal Moro telefona al figlio Fausto, che vive a Reggio Emilia e le dà sempre tanti pensieri. «Mandami una tua foto, non ti vedo da tanto tempo». Fausto sorride, riattacca e poi obbedisce. «Ora te la mando. A presto, mamma». Esattamente una settimana dopo, sempre di domenica, la signora Maria è ancora al telefono. Dall’altra parte della cornetta stavolta c’è un amico di suo figlio, con un filo di voce: «Fausto è morto stanotte, ha fatto un incidente». Il resto è noto: pochi minuti prima di schiantarsi all’altezza di Modena, Fausto e l’amico al volante (rispettivamente 36 e 39 anni) avevano fatto un video vantandosi di correre verso Rovigo a 220 chilometri orari. Ora Maria è una donna distrutta. Nel suo appartamento padovano, in via Temenza all’Arcella, fissa la cameretta dove Fausto è cresciuto e non può trattenere le lacrime. 
Signora Maria, che rapporto aveva con suo figlio?
«È sempre stato un rapporto complicato, non posso negarlo. Lui è cresciuto solo con me e infatti porta il mio cognome. Fino a 14 anni ha vissuto proprio qui, in questo appartamento. Ci sono ancora le fotografie di quando lui era bambino».
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5 di 67 commenti presenti
2019-05-24 08:12:38
eh si proprio due bravi ragazzi..
2019-05-23 23:46:05
peccato zero
2019-05-23 13:09:19
Sono d'accordo, sono morte due persone, ma sentire " c'è la droga che ci aspetta" non provo nessuna compassione, non mi dilungo con il commento ci si potrebbe fare un romanzo thriller, io ci ho messo il mio nome, non nascondendomi dietro la tastiera
2019-05-23 10:00:12
Prima di tutto un Po di rispetto x questa madre e questi due MORTI! Subito pronti a sparare sentenze come se voi foste perfetti e impeccabili..vero?
2019-05-22 17:58:07
Sul fatto che i due stessero facendo una cavolata non c'è ombra di dubbio, sul fatto che il loro comportamento avrebbe potuto causare danni a terzi neanche, e sul fatto che parliamo di una persona che ha avuto una vita "difficile" neppure. Di queste cose credo che la madre ne sia ben cosciente, non serve che tutto il mondo glielo sbatta continuamente in faccia. Il problema non sono le opinioni che molte persone esprimono in queste chat, ma il modo con cui lo fanno. Sono morte due persone, serve sempre e comunque rispetto, verso di loro e soprattutto verso le persone a loro vicine. In una società normale, se qualcuno ha la sventura di perdere un figlio (che credo sia una delle cose più terribili che possa accadere ad una persona), ci si dovrebbe aspettare comunque un minimo di supporto, o comunque una critica civile dell'accaduto nel RISPETTO del dolore di chi comunque subisce un lutto. Purtroppo le varie piattaforme social permettono a molte persone di scrivere cose che "face to face" non si permetterebbero mai di dire, ben nascosti dietro ad uno schermo. Vorrei vedere quanti "leoni ruggenti" da tastiera avrebbero il coraggio di andare da una madre a cui è appena morto il figlio e dirle, con la stessa durezza, odio e indifferenza, le stesse cose che sono state scritte in certi commenti. NESSUNO!! Perché sarebbe la società stessa a respingere un simile comportamento, che va bene fin quando si è un perfetto nessuno, ma non sarebbe accettabile quando si deve mostrare la propria faccia. Usare rispetto anche quando si è un perfetto nessuno, nascosto dietro lo schermo di un PC, non è una colpa, è un privilegio che purtroppo poche persone sono in grado di cogliere.