Padova, mascherine per girare in centro. Treviso ferma i cortei

Mercoledì 24 Novembre 2021
Padova, mascherine per girare in centro. Treviso ferma i cortei

Arriva la stretta delle Prefetture e dei Comuni contro i contagi. Ieri sia Padova che Treviso hanno deciso di vietare le manifestazioni nel cuore della città, per tutelare il commercio di Natale. Sempre nella città del Santo ci sarà l'obbligo della mascherina, così come a Jesolo.


NELLA CITTÀ DEL SANTO

Obbligo di mascherine in centro storico e due nuove aree interdette alle manifestazioni dei no-pass. Così Comune e prefettura di Padova rispondono al preoccupante aumento dei casi registrati nelle ultime settimane in quella che è la provincia con i dati peggiori del Veneto. Da venerdì le mascherine saranno obbligatorie in centro storico tutti i giorni: l'ordinanza con i dettagli è attesa per oggi e il primo banco di prova sarà il Black friday di dopodomani. Stabilito un divieto di manifestazioni, inoltre, nelle centrali piazza Garibaldi e via Umberto I. Intanto all'ospedale di Padova da ieri la Terapia intensiva ospita solo pazienti Covid: 18 posti, tutti occupati.


NELLA MARCA

Vietate le manifestazioni no-pass nel centro di Treviso per tutto il periodo di Natale. Il Comune ha blindato le mura per salvaguardare i cittadini che si riversano nel capoluogo e per tutelare le attività del commercio, compreso quello dei mercatini, in uno dei periodi più importanti dell'anno. Se ne riparlerà, forse, a metà gennaio. Nel frattempo le iniziative no-pass verranno dirottate nel parcheggio dietro lo stadio di rugby di Monigo, compatibilmente con gli appuntamenti sportivi. «Nella riunione mette in chiaro il vicesindaco Andrea De Checchi abbiamo indicato che ogni manifestazione con simili caratteristiche dovrà svolgersi in forma esclusivamente statica nel parcheggio dello stadio di rugby nel quartiere di Monigo, e non nel centro cittadino. È necessario tener conto del periodo natalizio, durante il quale si terranno numerose iniziative diffuse in tutto il centro storico della città. Questo non consiglia lo svolgersi di tali manifestazioni dentro le mura».


NEL VENEZIANO

A Venezia la decisione sarà presa oggi. Ma il prefetto Vittorio Zappalorto ha contattato il sindaco Valerio Zoggia per concordare le misure in vista del Natale. L'indicazione è di imporre la mascherina obbligatoria anche all'aperto nell'area del mercatino di Natale e tra le persone in coda al presepe di sabbia. Previsti anche l'obbligo di presenza con Green pass e controlli a campione tra i visitatori. Al momento il mercatino e il presepe di sabbia sono stati confermati, ma di fronte ad un eventuale aumento dei contagi verranno prese contromisure.


NEL BELLUNESE E IN POLESINE

In provincia di Belluno da ieri l'Ulss ha potenziato il contact tracing con due figure professionali aggiuntive. «Superata l'incidenza di 100 nuovi casi su centomila abitanti a settimana spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss Dolomiti, Sandro Cinquetti è necessario anche cambiare la modalità con cui comunichiamo con i positivi e i loro contatti». Ecco allora la presa in carico veloce, che consiste nell'isolamento rapido del positivo e nell'invito a procedere da sé ad avvisare i suoi contatti di mettersi in quarantena in attesa della telefonata dell'Ulss per sottoporsi a tampone a loro volta. Intanto ieri mattina in tribunale ci sono stati momenti di trambusto a causa di un tecnico di una ditta esterna risultato positivo. La presidente Antonella Coniglio ha dato disposizione di disinfettare postazione e strumenti in uso dal dipendente. Le udienze si sono tenute regolarmente.
Nel frattempo il Polesine ha pianto due ulteriori vittime, un poliziotto di 57 anni e una donna di 63, entrambi non vaccinati. Nonostante i ricoverati continuino a crescere, arrivando a 33, la situazione resta ancora sotto controllo e sono solo 2, purtroppo anche per effetto delle morti, i posti letto occupati in area intensiva all'ospedale Covid di Trecenta.


IN FVG

Si sta stabilizzando la curva della quarta ondata in Friuli Venezia Giulia. Non si assiste più all'impennata delle scorse settimane e anche la crescita dei ricoveri è meno marcata. «Ci attendiamo che il picco dei malati sia raggiunto nelle prossime due settimane», ha detto il presidente Massimiliano Fedriga. Ma tra gli esperti filtra un cauto ottimismo a proposito della possibilità di evitare l'ingresso in zona arancione, dal momento che al superamento delle soglie mancano più di 150 malati in Medicina. La zona gialla a partire da lunedì invece è ormai cosa certa. Ieri 414 casi e 5 morti, questi ultimi tutti a Trieste. Proprio in questa città sono stati non più di 1.500 i partecipanti al corteo no-pass di ieri.

Ultimo aggiornamento: 16:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA