Nigeriano con la tessera della Lega:
«Salvini ha ragione»

Domenica 28 Ottobre 2018 di Luisa Morbiato
Innocent Uzochukwu iscritto alla Lega
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PADOVA - «Non toccate i nostri bambini». È una protesta trasversale quella dei cittadini stranieri residenti a Padova, membri della ex Consulta immigrati. Tra loro c’è un nigeriano, Innocent Uzochukwu, in Italia da 15 anni, che mostra fiero il distintivo della Lega Nord appuntato sulla giacca e sfodera la tessera del Carroccio al quale è iscritto da 3 anni, anche se precisa di frequentarlo da 10. E non ha esitazioni a elogiare Salvini e a chiamarlo “Capitano”.
 
Accanto a lui Youssef Hannou, originario del Marocco, che esibisce la tessera del Pd, Mabel Malijan (Filippine) e Odette Mbuyi (Nigeria) che mostrano di appartenere a Leu. Sono insieme in un gruppo che rappresenta un po’ tutte le nazionalità presenti in città per far sentire la loro voce contro le discriminazioni cui sono sottoposti i bambini nati in Italia, ma considerati stranieri, in un clima che a loro dire si fa sempre più caldo, considerati gli ultimi episodi, come ad esempio la richiesta di esibire i documenti del paese d’origine per ottenere i libri gratuiti, l’esclusione dei figli degli immigrati dalla mensa di Lodi, o i 15 anni di residenza richiesti per mandare i bimbi al nido, provvedimento puntualizzano, peraltro bocciato a maggio dalla Corte Costituzionale. Uzochukwu ha sposato un’italiana ed è padre di 3 figli, un ragazzo che frequenta le superiori e due bambini che vanno alla primaria. «Per quel che mi riguarda il Capitano deve dare dignità a tutti i bambini - esordisce Uzochukwu - I controlli vanno bene sugli adulti, ma i bambini sono il futuro. Dico al Capitano Salvini di guardare agli Usa dove chi nasce lì è automaticamente cittadino statunitense. Sui buoni libro è stato fatto un passo indietro, ringrazio Luca Zaia che è un mio amico, perché tutti i bambini sono il futuro della nazione». Uzochukwu interviene anche sui salvataggi in mare: «Sono contento di quanto deciso dal nostro ministro Salvini sui respingimenti in mare. Si deve fermare la mafia italiana e quella africana che gestiscono la tratta. Chi vuole arrivare nella nostra nazione, l’Italia, deve farlo in regola».
TESTIMONIANZE
Torna sulla questione discriminazione Hannou: «Quella sui buoni libri è una legge discriminatoria, anche se ora basta l’autocertificazione. Ma credo che a Padova non ci saranno problemi. Il futuro dell’Italia è nei nostri figli, lo abbiamo appena dimostrato con Paola Egonu, che ha trascinato la nazionale di pallavolo». Inconcepibile chiedere i documenti del paese d’origine anche per Malijan: «Poniamo il caso di un siriano che arriva da un paese in guerra: dove li trova i documenti in un paese distrutto? Noi siamo qui, lavoriamo duro e spesso si fatica ad arrivare a fine mese, perché ci vogliono discriminare?». I rappresentanti delle comunità straniere si appellano ai politici: «Almeno davanti ai bambini fermatevi, state facendo del male ai nostri figli, ma anche ai vostri e ai nipoti». «Lasciamo da parte la propaganda - chiude Malijan - i nostri bambini ogni giorno vanno a scuola con i loro compagni italiani. In tante classi i nuovi italiani sono di più di quelli che lo sono da generazioni. Quale futuro vogliamo per tutti? Noi crediamo in un domani nel quale tutti rispettano leggi e regole: noi siamo impegnati per la legalità e perché tutti facciano il loro dovere, e spesso facciamo i lavori più umili. Ricordiamo che la popolazione sta invecchiando, gli immigrati hanno in media 33 anni e ciò significa che nei prossimi anni l’Italia sarà sempre più multicolore».
Luisa Morbiato
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 09:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA