Martedì 12 Novembre 2019, 17:53

Un telescopio padovano a caccia della "Terra gemella"

PER APPROFONDIRE: cheops, esa, inaf, padova, spazio, terra gemella
Alcuni degli scienziati di Cheops. Ragazzoni è il primo a destra. In basso a sinistra Luca Borsato. Valerio Nascimbeni è in piedi, secondo da sinistra. Accanto a lui il prof. Giampaolo Piotto

di Mauro Giacon

PADOVA La data del lancio sarà confermata solo all’ultimo, troppe le variabili in questi casi. Ma il 17 dicembre dalla Guyana francese si alzerà un razzo che porta dentro un satellite dell’Esa incaricato di scovare i pianeti gemelli della terra. E l’onore di aver realizzato gli occhi del segugio spaziale è di Padova. Si chiama Cheops (characterizing exoplanets satellite) è alto un metro e mezzo, pesa 280 chili. Porta un telescopio progettato con il contributo dell’Osservatorio di Padova, dell’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) di Padova e Catania e del Dipartimento di Fisica e Astronomia Galileo Galilei.
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