Gli “attacchi” al bus, ipotesi emulazione: si cerca tra i ragazzi

Martedì 9 Marzo 2021 di Marina Lucchin
Gli “attacchi” al bus, ipotesi emulazione: si cerca tra i ragazzi

 Si stringe il cerchio attorno al responsabile che sabato sera ha centrato un finestrino del bus numero 13, in corsa in Riviera Tito Livio, facendolo “esplodere” in mille pezzi. 
La Squadra mobile sta controllando immagine per immagine le riprese della videosorveglianza della zona, in particolare quelle numerose posizionate nei pressi della Banca d’Italia. Il corpo contundente lanciato contro l’autobus, che non è stato ritrovato dalla polizia, ma che, vista la traccia lasciata, dovrebbe essere un piccolo oggetto, di forma arrotondata, è partito sicuramente dal marciapiede opposto alla marcia del bus, ovvero quello dalla parte proprio della Banca D’Italia. 
È chiaro e certo che è stato lanciato dall’esterno del mezzo visto che ha centrato il montante su cui poggia il finestrino. E sembra sempre più probabile che il responsabile possa essere un giovane emulatore del 29enne che è stato identificato e denunciato dalla polizia locale nei giorni scorsi per aver danneggiato numerose vetrate in zona Chiesanuova. 
Sembrano esserne certi sia il prefetto Renato Franceschelli, sia il questore Isabella Fusiello che l’assessore alla sicurezza Diego Bonavina. «È molto probabile si tratti di un emulatore - evidenzia il primo - Sabato c’erano tanti ragazzi in centro, oserei dire che possa trattarsi di una “bravata” di cui il responsabile non ha capito la gravità».
Il questore Fusiello rassicura sul fatto che le indagini sono stringenti e approfondite: «La Squadra mobile sta verificando le varie telecamere che ci sono in zona. Abbiamo la certezza che questa volta il colpo provenga dall’esterno». 
Per Bonavina il gesto è il frutto dell’esasperazione portata dal Covid: «L’ipotesi che sembra più concreta è che a far partire il colpo possa essere stato un ragazzino. E qui ci addentriamo in quello che è davvero un problema sociale dovuto al Covid. Questi ragazzi sono privati della scuola da un anno. E sappiamo che si tratta di una fonte di integrazione fondamentale per la loro crescita. Di pari passo i giovani non possono fare nemmeno sport, fermo sempre da un anno per lo stesso motivo. Insomma, i ragazzi stannno vivendo uno sconvolgimento cui nessuno era preparato. Chiaro che se a tutto ciò ci aggiungiamo magari l’assenza di una famiglia alle spalle ecco che le situazioni possono degenerare. Un problema sociale di cui si sta occupando anche l’assessore Nalin». 
Bonavina fa riferimento in particolare all’insofferenza dimostrata da alcuni giovani negli ultimi tempi: «C’è chi si è lamentato per la chiusura dell’isola Memmia, chi della piazza Duomo, chi domandava dove sarebbero dovuti andare a ritrovarsi i ragazzi. Questi giovani stanno dimostrando un’insofferenza che potrebbe portare anche a gesti di questa natura». 
Erano le 19 di sabato quando l’autista ha sentito un botto violento e poi si è accorto del danno. Sul mezzo c’erano 12 passeggeri e uno attendeva di salire alla fermata. Sul posto sono arrivate subito le Volanti della Polizia. 
Si tratta del terzo episodio. Gli altri due sono avvenuti il 22 febbraio, davanti al cimitero Maggiore, e il 5 dicembre al capolinea di Torre (indaga l’Arma). I sindacati dei dipendenti Busitalia sono sul piede di guerra: «Vogliamo le guardie giurate a bordo». 
 

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