Non timbrano il cartellino: nei guai 110 medici e l'indagine si allarga

Sabato 24 Febbraio 2018 di Federica Cappellato
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PADOVA - Tempistiche mescolate, e scattano le sanzioni. Una cinquantina di medici dell’Azienda ospedaliera ogni anno dimenticano di timbrare il cartellino, per distrazione, fretta o pigrizia, perchè l’apparecchiatura marcatempo è fisicamente troppo lontana, perchè sovrappensiero, giustificano loro. Anche se la volontà esplicita nelle loro motivazioni non viene mai citata, gli “smemorati del cartellino” contravvengono alla legge. Rischiando di non mettere dei paletti orari chiari, definiti e inattaccabili tra l’attività istituzionale e quella svolta in libera professione, finiscono per nuocere al sistema. Per questo sono chiamati a risponderne.

È il risultato dell’ultima indagine interna promossa dai vertici dell’Azienda ospedaliera universitaria che, ogni dodici mesi, analizza l’attività dei 970 camici bianchi in servizio entro il perimetro di via Giustiniani, sia ospedalieri (la maggior parte: 675), che universitari. A lavorare per sei mesi di fila ogni anno è una commissione paritetica composta da dirigenti interni e rappresentanti sindacali che prende in mano tutta la documentazione e approfondisce, per ciascun nominativo, prestazioni, modalità di svolgimento, orari, regimi. Ora tutti coloro che sono risultati non in regola nel 2016 (55 per l’esattezza) e per il 2015 (altrettanti, con pochi “recidivi”) devono restituire parte dello stipendio, in misura direttamente proporzionale al tempo dedicato alla libera professione mentre, in teoria, dovevano essere concentrati completamente sull’attività standard. 

 
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