Urla nella notte nel ghetto degli stranieri, 45enne ucciso e bruciato

Lunedì 11 Febbraio 2019 di Marina Lucchin e Luisa Morbiato
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PADOVA - Nella piccola via Anelli dell'Arcella gli inquilini del palazzo non fanno nemmeno più caso a urla, litigi, botte, piatti infranti. E così è successo anche ieri notte. Quando intorno alle 5 alcuni inquilini del Residence Ibisco si sono messi a gridare come ossessi, chi si è svegliato, ha fatto spallucce e si è girato dall'altra parte. Nel ghetto da 60 miniappartamenti di via Altichieri da Zevio, dove abitano solo stranieri e dove ogni X mesi si presentano a turno o carabinieri o polizia o vigili per arrestare qualcuno, controllare qualcun altro o stroncare giri di spaccio o prostituzione, l'unica cosa che ha allarmato davvero chi vive lì dentro, è stato l'odore di bruciato e poi l'arrivo dei pompieri. Visto che alcuni alloggi non hanno il riscaldamento, c'è chi ha pensato che si fosse scatenato un incendio per via di una stufetta. A bruciare, invece, era il corpo di un ospite del condominio: Singh Hoshiar, indiano 45enne ucciso a pugnalate al culmine di una lite e poi bruciato.

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L'INTERVENTO I carabinieri sono arrivati lì dopo la telefonata al 112 di un pachistano 40enne che vive in un appartamento al piano terra. «Mi hanno aggredito», ha raccontato sanguinante ai carabinieri. Ma una volta all'interno del residence, hanno visto che dalla porta dell'alloggio dall'altra parte del corridoio usciva del fumo. I pompieri hanno sfondato la finestra e poi hanno spento l'incendio: lì, sul letto, sotto un cumulo di lenzuola e coperte, c'era il cadavere semi carbonizzato di un uomo. Il pachistano che ha lanciato l'allarme, dopo essere stato medicato in ospedale, dov'è stato piantonato dai militari, è stato portato in caserma per essere interrogato. Sotto torchio anche un altro indiano, un 37enne che ospitava in casa sua la vittima, e che aveva cercato di fuggire prima dell'arrivo dei militari. I sospetti degli inquirenti del Nucleo investigativo si concentrano su loro due. LE INDAGINI Un testimone, svegliato dalle urla, ha raccontato di essersi affacciato alla finestra dopo aver sentito l'odore di bruciato e di aver visto un uomo fuggire in pantaloncini corti e ciabatte. È stato preso poco dopo dai carabinieri. Sul posto sono giunti gli uomini della scientifica, il medico legale e il magistrato di turno. Per ore gli anatomopatologi hanno ispezionato il cadavere per riuscire ad identificare l'uomo e la salma è stata rimossa solo in serata, portata in obitorio e a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'indiano, un 45enne irregolare, è stato accoltellato più volte, anche alla gola. Poi è stato appiccato il fuoco, con l'intento probabilmente di distruggere il corpo e nascondere le prove dell'omicidio. I TESTIMONI «Abbiamo saputo che c'è un morto al piano terra. Non abbiamo saputo subito se fosse il pakistano o l'indiano, tra loro c'erano sempre liti, ma l'indiano che io conosco è una brava persona, buono e gentile - racconta Fechtali Abdeljabbar marocchino - Ha litigato col vicino pakistano parecchie volte, si sa che tra India e Pakistan non vanno d'accordo. Abdeljabbar, ieri mattina presto, era arrivato davanti al residence Ibisco com un paio di amici. Era molto preoccupato, voleva capire chi era morto, sperando non fosse proprio il suo amico indiano. «Vive all'interno 4 (dov'è stato ritrovato il corpo carbonizzato, ndr), i suoi vicini sono i pakistani. Io saluto sempre tutti, ma i pakistani, che sono in tre nella casa, nemmeno ricambiano. Stanno per conto loro. L'indiano prima, mi sembra, vivesse con moglie e figlia ma da un po' di tempo lo vedo sempre solo in casa - continua il marocchino - L'indiano è proprietario della sua casa e giusto ieri mattina (sabato, ndr) mi raccontava che voleva vendere l'appartamento tanto che come battuta gli ho risposto che la compravo io. Mi ha chiesto 20.000 euro, erano troppi». IN CASERMA Mentre la scientifica continuava i rilievi e il medico legale ispezionava il cadavere, i carabinieri hanno portato in caserma per ascoltarli, sia il proprietario dell'appartamento all'interno 4, l'indiano che aveva cercato di fuggire, che l'inquilino dell'interno 5, il pachistano che era stato portato in ospedale per medicare la ferita da arma da taglio al collo, proprio sotto all'orecchio. Al momento non è stato preso alcun provvedimento nei confronto di nessuno dei due. Marina Lucchin Luisa Morbiato

Ultimo aggiornamento: 14:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA