Omicidio di Cadoneghe. «Sento delle voci in testa, mi hanno spinto a uccidere mia moglie»

Venerdì 27 Novembre 2020
Omicidio di Cadoneghe. «Sento delle voci in testa, mi hanno spinto a uccidere mia moglie»
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CADONEGHE (PADOVA) - È durato poco stamani l'interrogatorio di garanzia di Abdefettah Jannati, l'uomo che la sera del 24 novembre ha ucciso la moglie Aychia El Abioui con due coltellate al petto. Accompagnato dal suo avvocato Fabio Targa, l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Elena Lazzarin. La giudice si è riservata la decisione sulla misura cautelare, anche se l'avvocato non ha chiesto attenuazione della misura.

Abdefettah Jannati si trova in carcere a Padova dove ieri è stato raggiunto dal suo legale di fiducia. «Sento delle voci in testa, mi hanno spinto a uccidere mia moglie», questo avrebbe riferito l'uomo all'avvocato, il quale chiederà un perizia psichiatrica. Sembra che in passato Abdefettah Jannati fosse stato in cura da uno psichiatra di un centro di salute mentale a Nocera Marina, in provincia di Catanzaro, anche se agli atti della procura questo precedente non risulta. Le indagini continuano ora per capire se l'omicidio fosse premeditato, il pm Marco Brusegan ha delegato per gli accertamenti i carabinieri del nucleo investigativo.

 

 

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