Azienda con sede in Veneto finisce in amministrazione giudiziaria: legami con la 'ndrangheta

Giovedì 11 Marzo 2021
Azienda con sede in Veneto finisce in amministrazione giudiziaria: legami con la 'ndrangheta
1

PADOVA - Per la prima volta un'azienda con sede in Veneto è stata raggiunta dalla misura di prevenzione dell'amministrazione giudiziaria, disposta dal Tribunale di Venezia, perché ritenuta continua alla 'ndrangheta. La Dia ha dato oggi esecuzione al decreto emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale, ai sensi dell'art. 34 del Codice Antimafia.

In amministrazione giudiziaria è finita la ditta Cubi S.r.l., operante nel settore della progettazione, riparazione e manutenzione di linee elettriche, in Italia ed all'estero, titolare di commesse per circa 90 milioni di euro. Il provvedimento emanato su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore distrettuale di Venezia e dal Direttore della Dia, colpisce per la prima volta un'impresa avente sede in Veneto gestita, amministrata e rappresentata da persone ritenute contigue ad elementi di spicco della criminalità organizzata calabrese operanti nella provincia di Verona, riconducibili alle famiglie di 'ndrangheta Versace-Napoli-Albanese-Gerace, a loro volta coinvolte in rapporti con esponenti della famiglia Giardino, affiliata alla cosca di 'ndrangheta Arena-Nicoscia.

Di recente i fratelli Diego, Giuseppe e Francesco Versace sono stati destinatari della custodia cautelare in carcere nell'ambito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia (operazione «Taurus) che ha colpito la cosca Versace di Polistena (Reggio Calabria), un provvedimento cautelare aveva raggiunto anche Luca Cubi. La misura di prevenzione eseguita scaturisce dagli ulteriori approfondimenti svolti dalla Dia sulla compagine societaria che, anche sulla base delle attività di indagini già svolte, ha documentato assidui rapporti di Cubi, socio di maggioranza, con soggetti indiziati di affiliazione alla consorteria calabrese e le cui risultanze hanno consentito alla Prefettura di Verona di emettere, nel dicembre 2020, un'interdittiva antimafia nei confronti dell'azienda. L'amministrazione giudiziaria avrà effetto sulla società e il relativo patrimonio aziendale per un valore complessivo prudenzialmente stimato in oltre 3 milioni di euro. 

«La decisione del Tribunale ha come immediata conseguenza quella di far venire meno ogni effetto del provvedimento disposto dalla Prefettura di Verona in merito all'interdittiva antimafia, con conseguente immediato ritorno alla piena operatività della società anche nei confronti del settore degli appalti pubblici». Lo affermano i vertici di Cubi srl, commentando positivamente il provvedimento dell'amministrazione giudiziaria dell'azienda, deciso dal Tribunale di Venezia su proposta congiunta del Procuratore Distrettuale e del direttore della Dia. Cubi sottolinea di aver richiesto essa stessa stessa il provvedimento; l'amministrazione giudiziaria varrà per un periodo di nove mesi. Cubi, in una nota, informa che è stato nominato quale amministratore giudiziario, in affiancamento all'attuale management della società, un professionista veneto di alto profilo con competenze specifiche e di gestione di aziende di rilevanti dimensioni. Il suo compito sarà quello di affiancare gli organi sociali nella ricognizione di eventuali miglioramenti o modifiche dell'assetto organizzativo, favorendo la valorizzazione del know out aziendale e delle risorse umane tecniche ed organizzative delll'azienda.

Ultimo aggiornamento: 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA