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Musei padovani, il 2021 è stato l'anno nero: dimezzati gli incassi e le presenze

Giovedì 4 Agosto 2022 di Alberto Rodighiero
Palazzo della Ragione

PADOVA - Nel 2021 il bilancio del comprato turistico e soprattutto quello legato a monumenti e musei, è stato decisamente negativo: rispetto al 2019, complice il Covid, gli incassi dei biglietti sono più che dimezzati. Ma l'assessore Andrea Colasio guardando al 2022 è ottimista: «Stiamo tornando ai numeri pre-pandemia». Dopo un 2020 da dimenticare, non sono incoraggianti nemmeno i dati sul comparto turistico elaborati dal settore Controllo e statistica del Comune. Dati che confermano come, anche l'anno scorso, le restrizioni anti Covid abbiano ridotto al minimo la presenza dei turisti in città.

I flussi

Per avere un'idea sullo tsunami che si è abbattuto, anche nella città del Santo, su hotel, bar, ristoranti, mostre e musei, bisogna partire da un dato: gli arrivi in città nel 2019, ultimo anno prima del virus. Erano stati 728.041. Nel 2020 si è scesi a 232.848 e l'anno scorso erano 304.395, meno della metà di due anni prima. Una flessione che ha particolarmente toccato i turisti in arrivo dall'estero: erano 335.350 nel 2019 e sono calati a 91.086 nel 2021. La tendenza viene confermata anche dalle presenze: 1.657.672 nel 2019, 815.417 l'anno scorso. Di queste, 585.139 sono legate a turisti italiani e 230.278 agli stranieri.

Le cifre

Diretta conseguenza di questa diminuzione drastica è il crollo dei visitatori di musei e monumenti, passati dai 603.401 del 2019 ai 204.545 del 2020 fino ai 263.056 dell'anno scorso. Impressiona il fatto che tra 2020 e 2021 la differenza non arrivi neppure a 60mila persone. Rispetto al pre-pandemia palazzo della Ragione ha più che dimezzato le presenze: 156.107 nel 2019, 71.300 l'anno scorso. Lo stesso vale per il complesso musei Eremitani-cappella degli Scrovegni-palazzo Zuckermann: 338.467 nel 2019, 143.109 nel 2021. Numeri che, per forza di cose, si ripercuotono anche sulle casse di Palazzo Moroni. Se nel 2019 il Comune grazie ai musei e ai monumenti che gestisce direttamente ha incassato 3,184 milioni di euro, l'anno scorso non è andato oltre quota 1,640 milioni. Di fatto un dimezzamento degli incassi che appare chiaro dai numeri legati al complesso Eremitani-Scrovegni-Zuckermann: 2,6 milioni di euro nel 2019, 1,3 l'anno scorso.

Il commento

«Non c'è dubbio che questi numeri fotografino una situazione drammatica - ha commentato l'assessore alla Cultura, Andrea Colasio - la speranza però è che il peggio sia alle spalle. A supportare questo auspicio sono i dati sugli ingressi nei musei. Nel primo semestre di quest'anno i biglietti venduti per la cappella degli Scrovegni hanno superato quota 156mila e per palazzo della Ragione ci attestiamo attorno ai 70mila. Forse entro dicembre non raggiungeremo i numeri del 2019, un anno record, ma ci andremo molto vicino». A fare da volano al turismo in città da quest'anno c'è anche il nuovo Centro congressi in fiera che, una volta a regime, dovrebbe portare in città decine di miglia di turisti l'anno. Non solo. Lo scorso 20 aprile è stato inaugurato il nuovo allestimento dell'Ufficio turistico (Iat) in stazione. L'intervento è stato interamente finanziato dalla Regione nell' ambito del progetto Le porte dell'accoglienza e prevede l'allestimento con immagine coordinata degli Iat veneti nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti. L'obiettivo di Regione e Comuni è uniformare gli standard dell'accoglienza turistica anche nella grafica e negli arredi, pur mantenendo degli elementi di identità in ogni città. A Padova sul pavimento dello Iat c'è una mappa della città con i principali monumenti e il soffitto riporta le famosissime stelle che Giotto ha dipinto sulla volta degli Scrovegni.

Ultimo aggiornamento: 08:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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