Naviglio archiviato, i ritrovi serali passano nelle piazze dei quartieri

Domenica 4 Luglio 2021 di Marco Aldighieri
Basta con il ritrovo serale estivo unico e non più controllabile in tempi di pandemia

PADOVA - La movida e il decentramento del popolo dell’aperitivo. Due temi molto sentiti dal vicesindaco Andrea Micalizzi, un esperto del fenomeno già ampiamente affrontato quando era assessore nella giunta targata Flavio Zanonato. Il problema, come allora, è quello di evitare gli assembramenti di migliaia di ragazzi in centro storico. Ecco la sua analisi, per spiegare cosa accade oggi in città, tra manifestazioni sospese, baristi sul piede di “guerra” e interi quartieri valorizzati dalla nuova politica della distribuzione voluta dall’amministrazione comunale.


Vicesindaco, la città ha ancora il problema del decentramento del popolo dell’aperitivo?
«Sì, ma lo abbiamo affrontato in maniera diversa. Abbiamo dato vita alla politica della distribuzione, valorizzando piazze e aree verdi di tutti i quartieri. E poi siamo arrivati a concedere 400 plateatici».


Quindi il modello “Naviglio” al Portello è superato?
«In viale Colombo non possono essere rispettate le più elementari norme di sicurezza. È un budello, non una piazza o un parco. Quest’anno abbiamo sospeso la manifestazione per motivi di sicurezza, in accordo con i baristi dell’associazione “Naviglio”. Non è pensabile fare aggregazione in un viale dove passano i pedoni e le bici a fianco dei tavolini dei locali».


Ma è vero che avete prorogato la concessione dell’area all’associazione “Naviglio”?
«No, quest’anno la manifestazione è stata sospesa per motivi di sicurezza e il Comune non ha dato alcuna proroga alla concessione che dura cinque anni. Solo l’anno scorso hanno usufruito di una proroga come previsto dai Ddl Covid varati dal Governo. Per cui baristi e organizzatori di eventi possono state tranquilli, non c’è stata alcuna proroga in favore dell’associazione “Naviglio”». 


Ma se un’altra associazione chiedesse per quest’anno la concessione di viale Colombo sarebbe possibile?
«No, abbiamo già deciso che si tratta di uno spazio non sicuro per dare vita a una manifestazione come il “Naviglio”».


Tornando alla politica della distribuzione, quali aree sono state valorizzate?
«Penso al parco Milcovich, alla Prandina e alla Fenice, ma tanti altri ancora e tutto nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza. Le persone si possono aggregare senza timori e i baristi possono lavorare in tranquillità. Insomma, molti quartieri stanno diventando dei punti di riferimento».


Eppure in centro storico permangono delle situazione di alta tensione?
«Se il riferimento è alla compagnia di giovani che stazione in area Duomo, credo che questo non abbia nulla a che vedere con l’aumento dei plateatici. Quella è una condizione interna al gruppo di ragazzi, non è collegata alla nostra politica della distribuzione». 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA