Turista morto nella trincea: il Parco
dovrà risarcire 1 milione alla famiglia

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foto di repertorio
PADOVA - La Corte d'appello di Trento ha condannato il Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino a pagare un risarcimento di oltre un milione di euro alla famiglia di un turista padovano di 66 anni, Paolo Di Lena, che nel marzo 2006 fu trovato morto nel pozzo di una trincea della prima guerra mondiale, sopra passo Rolle. In base alle motivazioni depositate, «il decesso fu una conseguenza diretta ed immediata di doverose cautele a carico dell'ente gestore del Parco di Paneveggio Pale di San Martino e non è in alcun modo collegato a comportamenti definibili come imprudenti della vittima». La Cassazione aveva annullato le sentenze di primo e secondo grado, sostenendo che la trincea, in quanto attrazione storica della Grande Guerra, poteva rappresentare una meta per gli escursionisti. La difesa invece sosteneva che il Parco, come ente gestore, non poteva controllare e rimuovere tutti i pericoli nell'area di competenza, «in quanto insiti nel rischio accettato di chi va in montagna».
 
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Sabato 21 Settembre 2019, 12:44






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Turista morto nella trincea: il Parco
dovrà risarcire 1 milione alla famiglia
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5 di 5 commenti presenti
2019-09-24 09:37:21
Solo in Italia si arriva a simili assurde attribuzioni di responsabilità. Se si cammina in terreno ricoperto di neve è da considerare la possibilità che si possa incontrare una buca, un crpaccio o simili non visibili. Quindi se qualcuno si infortuna allìaperto, basta individuare chi è il rfesponsabile della strada o del terreno ed il risarcimento è dovuto? Non mi pare proprio il caso
2019-09-23 06:40:18
non condivido .Uno cammina per strada, scivola e casca [er terra e' colpa del comune ? Non mi sembra il caso
2019-09-22 05:59:45
Se si stacchera' uno sperone o scaglia di parete con rocciatori sopra , di chi sara' la responsabilita'?Buon senso direbbe di nessuno, ma ci vorra' una vertenza fino ai 3 gradi di giudizio?Colpevole chi non ha messo cartelli, non ha dato importanza a scricchiolii,leggeri tremiti di sismografo. Adesso il parco costellera' di cartelli e staccionate e poi chiudera' per aver esaurito i fondi, speriamo sia assicurato. Considerazione:con sci lunghi forse sarebbe rimasto a galla sul crostone..distribuendo ilpeso su area maggiore e restandosopra la voragine ? Dicono esperti che le ciaspole hanno diffuso una certa confidenza, ma che hanno le loro insidie e..incerti casi,valanghe che si avvistano in tempo, non resta che correre per scampare a pericoli, mentre con gli sci si scappa piu' rapidamente.
2019-09-21 19:05:40
Siamo in Italia con la peggior magistratura al mondo.
2019-09-21 16:27:33
Lessi su giornale estivo dell'anno 2006 nel Primiero che il pozzo scavato per ricavarne acqua per soldati, era coperto da una crosta di neve uniformata al resto dello strato bianco.Appena inavvertitamente l'escursionista con ciaspole ci cammino' sopra , il crostone cedette.Il pozzo poi aveva la forma di imbuto allargato verso il basso.Impossibile tentare di arrampicarsi.Sempre stesso anno analogo incidente nel gruppo del Brenta...il precipitato si salvo' perche' riusci' a gettare giacca a vento rossa al di fuori dell' apertura ed un elicottero la noto' e vide il buco nero dello sprofondamento. Se l'incidente fosse capitato fuori confini del parco?Chi denunciare e da chi avere risarcimenti?Ovviamente dal Comune.Autodenunciarsi per essersi avventurati soli?Le carte IGM militari riportano i simboli di caverne e pozzi datati.