Addio a Piero Carletto, campione di canottaggio: muore un anno dopo la moglie Lara

Martedì 17 Maggio 2022 di Gabriele Pipia
Piero Carletto con l'amata moglie Lara
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PADOVA - «Come stai Piero? Tutto bene, andiamo avanti». Venti giorni fa Piero Carletto pranzava al ristorante del circolo Canottieri e sorrideva davanti a chi cercava di fargli forza. Gli occhi del campione, però, nascondevano altro. L’olimpionico padovano stava combattendo da tempo e l’ultima recidiva gli è stata fatale. Un tumore se l’è portato via sabato a 59 anni quindici mesi dopo la morte della moglie, anche lei uccisa dalla malattia. 
Facevano le terapie assieme, in contemporanea, in due stanze confinanti dello Iov. Prima si è arresa lei e poi si è arreso lui. Ora il pensiero di tutti va alle due figlie, Arianna di 23 anni e Alice di 19, rimaste improvvisamente orfane. Mamma e papà in città erano conosciuti e stimati anche per il loro impegno sociale a favore delle donne affette dal male. Al funerale è attesa una grande partecipazione di tutto il mondo sportivo padovano. Inizialmente era stato fissato per domani alle 10.30 nella chiesa di San Giovanni Bosco ma ieri è stato comunicato che sarà fissata nei prossimi giorni una nuova data.


IL DRAMMA
Piero Carletto, manager giramondo e protagonista con la maglia azzurra di canotaggio all’olimpiade di Seul nel 1988, aveva scoperto di essere malato nell’inverno 2020. La moglie Lara Zambon, 52 anni, lottava contro il tumore già da alcuni anni ed è morta il 3 febbraio 2021. Lara era una socia fondatrice dell’associazione padovana Ugo, “Unite gareggiamo ovunque”, che accoglie le donne con tumore al seno per offrire loro l’attività canoistica del dragon boat. Dopo la morte della moglie Carletto si impegnò per raccogliere fondi donando una nuova grande canoa da 20 posti alla stessa onlus. 
Piero ha resistito, ha continuato a fare beneficenza e a remare in onore di Lara. Pareva addirittura che le cure avessero fatto effetto e che lui fosse guarito, fino alla recidiva di gennaio e al peggioramento drastico delle sue condizioni nell’ultima settimana. 


I MESSAGGI
Tra i primi a fare le condoglianze alle figlie Giuseppe Abbagnale, campionissimo azzurro, oggi presidente della Federazione italiana canotaggio
Lo ricorda con una lunga nota anche la Canottieri Padova: «Una laurea in scienze politiche e una mente viva e goliardica lo hanno portato negli anni a girare e conoscere il mondo come manager per aziende italiane in Brasile, Argentina, Corea del Sud, Sudafrica, Polonia, Vietnam. Ma ogni volta tornava al suo canottaggio, quello fatto di amicizie, di ore in aereo andata e ritorno per un’unica gara. Quel canottaggio fatto della capacità autentica di meravigliarsi davanti a centinaia di ammiraglie di veterani sul Tamigi, decenni dopo aver raggiunto le Olimpiadi, il massimo livello a cui può ambire uno sportivo».
«Non sappiamo quale sia il disegno di tutto questo, Piero, e forse non potremo mai comprenderlo, ma siamo chiamati a salutarti, e ancora una volta alzeremo i remi in tuo onore e in onore di Lara, ricordandoci ogni giorno di dare il giusto valore alla vita che ci accoglie al risveglio, alle piccole cose, a una vogata con chi la vita ci ha posto accanto». 


IL CURRICULUM
Ex colonna e socio della Canottieri Padova, Carletto nel 1988 ha partecipato ai giochi olimpici con l’ammiraglia piazzandosi al settimo posto. In maglia azzurra dal 1981 al 1990 ha preso parte a tre Match des Seniores e nel 1985 ha vinto l’oro nel quattro senza. Ha partecipato anche a tre campionati del mondo assoluti. A Copenaghen 1987 vinse la medaglia di bronzo. Sempre nel 1987 alle Universiadi di Zagabria vinse la medaglia d’oro. Per i risultati sportivi ottenuti ha ricevuto dal Coni le medaglie di bronzo e d’argento al Valore Atletico.
A tutto ciò si aggiunge la brillante carriera da manager anche e soprattutto alla multinazionale Arneg, per cui aveva guidato la sede coreana. Aveva vissuto a lungo anche in Argentina ed era rientrato in Italia da sette anni. Negli ultimi tempi continuava ad allenarsi in palestra per recuperare tono muscolare. Ora la Canottieri pensa di dedicargli una gara mentre la onlus Ugo ha già deciso di scrivere il suo nome sulla canoa donata. Lara e Piero, sullo stesso scafo. Ancora insieme. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 10:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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