Mamma Elena muore dopo 5 anni di coma: era rimasta senza ossigeno durante il parto

Domenica 26 Settembre 2021 di Marco Aldighieri e Iris Rocca
LA MAMMA - Elena super tifosa del Milan in questa foto è ritratta insieme al campione Shecchenko

PADOVA -  Si è spenta dopo cinque anni e mezzo di coma Elena Canazza, vicentina di 39 anni. Ricoverata in una struttura per lungo degenza a Camposampiero, la giovane mamma era caduta in uno stato vegetativo dal 28 aprile del 2016 quando, ricoverata nel reparto di Ostetricia dell’ospedale civile, dopo avere dato alla luce il suo bambino non si è più svegliata. Due anestesiste erano state iscritte nel registro degli indagati e poi finite a processo, ma il giudice del Tribunale monocratico e così in seguito i giudici della Cassazione hanno però deciso il non doversi procedere, perchè la querela da parte del marito della donna in coma è stata depositata attraverso la mail normale e non attraverso la posta certificata. 
Ora è rimasto in piedi solo il procedimento civile, seguito dall’avvocato Luca Tessarolo del foro di Vicenza. «Al momento non ho nulla da commentare - ha dichiarato il legale - posso solo dire che il processo civile è ancora in piedi». 


IL FATTO 
Era l’aprile del 2016 quando la mamma è stata ricoverata, nel reparto di Ostetricia dell’ospedale civile, con qualche giorno di anticipo rispetto alla data fissata per il parto. Motivo, durante la gravidanza aveva avuto alcuni problemi legati alla respirazione. La sera del 28 aprile del 2016, Elena ha avuto una crisi respiratoria. Gli infermieri preoccupati hanno subito chiamato due anestesiste in servizio all’Azienda ospedaliera. I due medici, dopo avere valutato la situazione, hanno deciso di non effettuare una tracheostomia d’urgenza alla paziente, ma di portarla in sala parto e di darle l’ossigeno attraverso la mascherina. 
La mamma ha partorito e il bambino se pure prematuro è nato sano, ma Elena sarebbe rimasta senza ossigeno per almeno venti minuti. 


IL RICORDO
«È stata la mia migliore amica, - sussurra Michela Marcon di Albignasego – Una ragazza d’oro che non meritava di fare la fine che ha fatto a quattro mesi dalle nozze, quando stava coronando il sogno più grande, quello di avere un figlio con Elia, con il quale stava oramai da diversi anni». Il ricordo della ragazza ad Albignasego è ancora palpabile, soprattutto a settembre quando nella parrocchia di San Tommaso prende vita il torneo di calcetto a lei dedicato. «Frequentava la nostra città – continua l’amica – dai tempi in cui giocava a calcio a 5 con il Carpanedo, squadra nella quale si era impegnata per un anno. Gli ultimi anni li aveva dedicati, invece, al Montegrotto, gruppo che ha dovuto lasciare quando ha scoperto di essere incinta. Ad Albignasego era di casa, nonostante avesse vissuto tutta la vita a Padova. Prima del matrimonio, infatti, abitava con la nonna nel quartiere di Madonna Pellegrina, per poi trasferirsi a Fiumicello di Campodarsego, dove stava realizzando il suo sogno di fare famiglia. Con altre ragazze di Albignasego,- prosegue - coltivavamo la nostra amicizia da 15 anni, motivo per cui ci è sembrato doveroso continuare a fare il tifo per lei. Per questa famiglia spezzata abbiamo raccolto fondi, Elena aveva una totale devozione per il calcio e per il Milan".

 

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA