A Montegrotto apre il primo museo al mondo dedicato alle terme

Venerdì 14 Maggio 2021
Accqua termale apre il museo a Montegrotto

MONTEGROTTO - I romani le chiamavano «Aquae Patavinae»: persone di ogni ceto sociale affrontavano viaggi o veri e propri pellegrinaggi per immergersi nelle acque del comprensorio termale euganeo per risolvere patologie e infermità e nel percorso di guarigione, donavano alle divinità che patrocinavano le sorgenti oggetti preziosi, recipienti, ma anche riproduzioni anatomiche delle parti del corpo sanate.

A Montegrotto Terme, in provincia di Padova, nel cuore del più grande polo dedicato alla salute termale in Europa, dove la conoscenza delle acque termali è documentata fin dai tempi precedenti l'arrivo dei romani, nasce oggi una nuova sede espositiva dedicata al termalismo e alla sua storia. Il Museo del termalismo antico e del territorio è il primo museo non solo in Italia, ma nel mondo, interamente dedicato alla risorsa termale, declinata nei suoi molteplici aspetti, tra geologia, medicina, archeologia e storia. Ha sede nel rustico di Villa Draghi, alle pendici di un parco pubblico, e sarà gestito dal Comune di Montegrotto Terme attraverso l'associazione Lapis. L'esposizione si compone di pezzi unici, alcune riproduzioni, e grazie a elaborate ricostruzioni virtuali e modulazioni in 3D aiuterà il visitatore a conoscere sensorialmente le diverse caratteristiche del termalismo. Il Museo si articola in tre aree tematiche: il termalismo come fenomeno naturale, il termalismo percepito nell'antichità sia come dono divino, dalle straordinarie potenzialità terapeutiche, sia come risorsa, anche economica, da sfruttare per la cura e il benessere del corpo; la parte più estesa e ricca riguarda naturalmente il termalismo euganeo, inserito nel contesto del territorio collinare attraverso le sue trasformazioni nel corso del tempo, tra antichità ed età moderna e contemporanea. Per comprendere come funzionassero le antiche terme curative, nel museo è stato anche ricostruito il funzionamento di una noria, utilizzata per il sollevamento dell'acqua, uno strumento simile a quelle individuate nell'area con le grandi piscine di via Scavi, nel centro di Montegrotto, zona rappresentata in un grande plastico «storico», risalente agli anni '60 e recuperato per il museo. Uno degli spazi del museo è dedicato alla ricostruzione di uno degli ambienti di una villa scoperta in via Neroniana, sempre nella cittadina termale, con la sua pavimentazione realizzata con marmi bianchi e neri, la lunga parete dipinta con un vivace rosso «pompeiano», e gli affreschi che decoravano le pareti e il soffitto; nelle vetrine, molti oggetti di grande pregio, tra cui spiccano gli elementi ricomposti di un sedile realizzato in calcedonio. 

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