Montagnana. ​«Sto andando a regolare i conti con quell'usuraio»: prende il fucile e sparisce

Domenica 11 Agosto 2019 di Maria Elena Pattaro
Montagnana. ​«Sto andando a regolare i conti con quell'usuraio»: prende il fucile e sparisce
MONTAGNANA (PADOVA) - «Sto andando a regolare i conti con quell'usuraio»: la voce, disperata, è quella di un 51enne di Montagnana intenzionato a farsi giustizia da solo. Sul sedile dell'auto ha un fucile da caccia calibro 12 appena rubato al padre. In linea, all'altro capo del telefono, c'è il comandante della stazione dei carabinieri della città murata. Il militare capisce subito che il suo interlocutore non scherza: vuole farla pagare a chi, a suo dire, gli ha concesso un prestito chiedendo però interessi da strozzino. Un proposito forse covato da tempo e che venerdì mattina ha rischiato di concretizzarsi in un gesto terribile. Fortunatamente però S. A. ha fatto marcia indietro, rinunciando alla faida. Ma questo suo ripensamento non è bastato a evitargli una triplice denuncia da parte dei carabinieri per furto aggravato di arma da fuoco, minaccia grave e porto abusivo di arma da fuoco. I militari lo stanno ancora cercando: dopo aver restituito il fucile, infatti, l'uomo ha fatto perdere le proprie tracce. Tutto è  iniziato venerdì mattina verso le 11.30. Il 51enne, titolare di una ditta di import-export, padre di una figlia, ha fatto irruzione a casa degli anziani genitori con l'obiettivo di impadronirsi di uno dei fucili da caccia del padre: armi regolarmente denunciate. L'uomo ha rovistato nei cassetti alla ricerca della chiave che apriva la rastrelliera senza spiegare ai genitori il motivo di quel suo gesto, in apparenza così folle. I genitori non sono riusciti a fermarlo e lui si è allontanato a bordo della sua Audi A6 con un fucile sovrapposto calibro 12. Mentre era al volante ha telefonato ai carabinieri, in preda all'agitazione. Al comandante della stazione di Montagnana ha confessato il suo piano criminale: andare dall'usuraio di Vicenza che lo tiene sotto scacco per regolare i conti una volta per tutte. Parole pronunciate con disperazione. E proprio per questo attendibili: c'era il forte rischio che l'uomo mettesse in pratica il suo proposito. La prova del nove è arrivata quando i carabinieri sono andati a casa dei genitori di lui, constatando che uno dei fucili era stato rubato poco prima. A quel punto i militari si sono messi sulle tracce della Audi A6 con a bordo il montagnanese desideroso di vendetta. Due le province interessate dalle ricerche: quella di Padova e quella di Vicenza, visto che il 51enne era diretto lì. Le pattuglie dell'Arma si sono attivate subito per scongiurare il peggio. Ma un'ora dopo, alle 12.20, è arrivata una seconda telefonata, stavolta dai genitori del 51enne. Poco prima il figlio aveva restituito il fucile: giusto il tempo di lasciare giù l'arma e poi era ripartito, senza dare spiegazioni. Forse, recuperata la lucidità, si è reso conto della gravità della situazione in cui si sarebbe cacciato. Le ricerche dei militari continuano con l'obiettivo di sciogliere i tanti nodi della vicenda, primo fra tutti la questione usura. Finora non risultano infatti denunce sporte S. A. nei confronti di un suo presunto aguzzino. Perché? C'è stato un episodio scatenante che ha portato il montagnanese ad accarezzare addirittura l'idea di farsi giustizia da solo? Sono domande a cui gli inquirenti sperano di poter rispondere al più presto. Nel frattempo chiederanno alla questura di Padova di revocare al padre il porto d'armi in modo da evitare che il 51enne possa avere un fucile a portata di mano.
Maria Elena Pattaro  © RIPRODUZIONE RISERVATA