Mamma scomparsa a Padova, il marito di Samira ritrova il portachiavi in un fosso

Mercoledì 11 Dicembre 2019 di Camilla Bovo
Mamma scomparsa a Padova, il marito di Samira ritrova il portachiavi in un fosso
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STANGHELLA (PADOVA) - Dopo le scarpe, un secondo ritrovamento: il portachiavi di Samira. È la notizia diffusa dai parenti della 43enne di origine marocchina di cui si sono perse le tracce il 21 ottobre.

E ora spunta un'amica che racconta di presunti maltrattamenti del coniuge

Secondo quanto raccontato dai familiari, infatti, l'oggetto sarebbe stato individuato lo scorso lunedì mattina sempre dal marito della donna, Mohammed, nello stesso luogo in cui aveva trovato, soltanto pochi minuti prima, le calzature scure indossate da Samira al momento della scomparsa: all'interno di un fossato che costeggia la statale 16 in direzione Solesino. Pare infatti che, una volta giunti i carabinieri lungo la ss16, allertati da Mohammed e dalla zia di Samira, l'uomo abbia notato un altro oggetto spuntare tra l'erba del fossato. Avvicinatosi, avrebbe riconosciuto il portachiavi di Samira. Un oggetto inconfondibile, con il nome di lei scritto in arabo, regalo portatole da alcuni conoscenti circa  un anno fa dal Marocco. Sempre secondo le indiscrezioni lasciate trapelare dai parenti, però, dal portachiavi sarebbero sparite le chiavi di casa. Al momento non c'è stata alcuna conferma ufficiale su questo secondo ritrovamento. Continuano infatti a pieno ritmo, e nel massimo riserbo, le indagini degli inquirenti per scoprire la verità sulla scomparsa di Samira El Attar. Quel che è certo è che i nuovi elementi emersi lo scorso lunedì mattina hanno portato con sé tanti nuovi interrogativi, a cui gli inquirenti dovranno ora cercare di dare risposta. Mohammed e la zia di Samira, Anna, non hanno osato toccare quegli oggetti trovati nel fossato. Hanno atteso l'arrivo dei militari, che hanno provveduto a repertare tutte le prove. 
L'INTERROGATORIOPoi sono stati invitati a raggiungere la caserma dei carabinieri, dove sono usciti soltanto dopo cinque ore, comprensibilmente provati. Sono infatti stati ascoltati a lungo, quali testimoni dei fatti. Tuttora non c'è alcun nome nel registro degli indagati. Eppure, come ha detto espressamente il legale di Mohammed Barbri, l'avvocato Daniele Pizzi, la speranza è che le scarpe (e se confermato il ritrovamento del secondo oggetto, pure il portachiavi) possano imprimere una svolta al caso Samira. Magari partendo proprio dal luogo del ritrovamento: quel fossato lungo il quale Samira potrebbe aver pedalato, magari diretta a Solesino per un colloquio di lavoro, ipotesi sostenuta fin dalla prima ora dal marito Mohammed. Può essere che Samira abbia avuto un incidente e che sia stata sbalzata fin dentro al fossato con la sua bicicletta? Ma in caso, perché il corpo non sarebbe mai stato ritrovato? E ancora, come è possibile che le ricerche condotte dagli inquirenti nella stessa zona non abbiano portato all'individuazione degli effetti personali di Samira, solo in seguito recuperati da Mohammed? Il dubbio sembra dividere l'opinione pubblica: gli oggetti di Samira sono sempre stati in quel fossato? O piuttosto qualcuno li ha portati lì in un secondo momento, magari con l'intento di depistare le indagini? Gli effetti personali recuperati da Mohammed Barbri verranno attentamente analizzati, Ci vorrà però ancora del tempo per conoscere gli esiti delle analisi. Tempo che sembra dilatarsi all'infinito in via Statale, a Stanghella, dove una bimba di quattro anni sta ancora aspettando che la sua mamma ritorni a casa. 
Camilla Bovo 

Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 15:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA