Il bricolage di Leroy Merlin non ha più ostacoli: presto all'ex foro boario. Così cambierà la viabilità

Venerdì 24 Settembre 2021 di Mauro Giacon
La imponente struttura ideata negli anni '70 dall'architetto Davanzo verrà rimodernata per ospitare il centro del bricolage di proprietà francese

PADOVA - Dopo sette anni di sforzi il gruppo francese del bricolage Leroy Merlin, ha ottenuto il via libera per costruire un maxi negozio al posto dell’ex mercato del bestiame in corso Australia. Il via “tecnico” è stato dato l’altro ieri dall’ultima conferenza dei servizi con il Comune, la Provincia, la Regione, le associazioni dei commercianti e dei consumatori e numerosi enti interessati.
Ora il progetto entro un mese riceverà la firma definitiva dalla Giunta regionale del Veneto a cui spetta deliberare sulle superfici superiori a 15mila metri quadrati. Ma è solo un passaggio formale che porterà alla concessione della licenza edilizia da parte del Comune. Il Gruppo francese conta di aprire il cantiere entro due mesi, comunque prima della fine dell’anno. L’amministrazione, come scriviamo nell’articolo sottostante, ha ottenuto significativi benefici sia in termini occupazionali che ambientali.

IL PROGETTO
È il progetto privato più imponente e costoso degli ultimi anni, una scommessa per lo stesso Gruppo che mai prima si è impegnato in un’opera di “resilienza urbana” come potremmo definirla. Cioè costruire un centro acquisti, per professionisti dell’edilizia e pubblico del bricolage, dentro una “cattedrale”, quella dell’architetto Giuseppe Davanzo che progettò in corso Australia l’ex mercato del bestiame negli anni ‘70. La città ci guadagnerà un nuovo cavalcavia che dallo stadio oltrepasserà la tangenziale per entrare nell’area da 200mila metri quadrati, rivoluzionando l’intera viabilità. Soldi investiti 40 milioni, di cui 9 per fare un nuovo ponte che dovrebbe migliorare anche l’ingresso al nuovo teatro Geox.

IL RECUPERO
La zona è delicata dunque c’è voluto tempo. Prima la fiducia del Comune che ha approvato il progetto, poi la Soprintendenza che ha chiesto migliorie per conservare il monumento e soprattutto di nascondere gli impianti tecnologici. I francesi rispetteranno l’edificio tanto che si potrà vederne il soffitto caratteristico. Sarà conservata anche la struttura delle vecchie tribune dove gli animali andavano all’asta. E non ci sarà nemmeno l’insegna. Il monumento sarà ripensato da zero: per l’antisismica, l’antincendio, l’illuminazione, i serramenti, l’impermeabilizzazione. Dentro edilizia, fai da te, giardinaggio. Al piano collaborerà anche Zed che ha creato una nuova società, “Diz srl”. La cordata già pronta comprende anche Brenta Lavori srl, Elettro tc srl e Suardi spa come costruttori riuniti nella società per azioni “Nuovo foro Boario Padova”. Il “negozio” sarà grande 16.700 metri, con 1,2 milioni di clienti potenziali nell’arco di 25 minuti di viaggio. Saranno assunti 207 dipendenti trenta in più del piano originario.

LA VIABILITÁ 
È stata molto criticata la viabilità a terra, dai residenti di Chiesanuova. Ora la bretella di ingresso e uscita dall’area, il famoso “polipo”, è stato snellito, non è più troppo attaccato al cimitero. Nell’area, ma nella zona di competenza comunale, troverà posto anche il Des, Distretto economico solidale che era una delle richieste del percorso partecipativo di Agenda 21. Solo l’Autorità di bacino delle Alpi orientali nell’ambito della procedura di Via, ha obiettato che la zona può subire allagamenti, negando il parere. Che fra l’altro lo stesso Ato Bacchiglione aveva dato per favorevole. La risposta è stata che la società si impegnerà in opere di mitigazione come un bacino di laminazione, e nello sgombero di acquirenti e personale se a Longare la piena del Bacchiglione superasse i 4,5 metri (di solito arriva dopo 12-14 ore). Ma ha anche fatto notare che non produrrà nuova cementificazione e che le quantità d’acqua che si riversano possono essere regolate solo dal Genio civile.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA