Ladro ferito, il macellaio ai domiciliari:
«Ho sparato solo per difendermi»/ Foto

Martedì 23 Luglio 2013 di Luisa Morbiato
Walter Onichini (dal suo profilo Facebook)
PADOVA - Sono stati disposti questa mattina gli arresti domiciliari per Walter Onichini, il 32enne di Legnaro (Padova) che la notte scorsa ha sparato col suo fucile da caccia contro un gruppo di ladri che gli stavano rubando l'auto ferendone uno. Secondo il pm Orietta Canova l'uomo, indagato per tentato omicidio, pu ritornare nella sua abitazione perché non sussistono pericoli di fuga e di inquinamento delle prove. Intanto restano critiche le condizioni di salute del 23enne albanese colpito dalla rosa di pallini esplosa dal fucile di Onichini.



«Ho sparato per difendere la mia famiglia e la casa». È la versione che il macellaio padovano avrebbe fornito agli investigatori durante l'interrogatorio-fiume di ieri nella caserma dei carabinieri prima che gli fosse contestata l'accusa e il conseguente fermo per tentato omicidio.Agli inquirenti il commerciante è parso consapevole di ciò che ha fatto. Ha ripetuto più volte che avrebbe agito d'istinto.



«Mi sono sentito violato nella mia intimità - avrebbe riferito alla pm Orietta Canova -. A quel punto ho preso il fucile». Secondo una prima ricostruzione prima avrebbe esploso un colpo in aria; solo in un secondo momento avrebbe mirato contro il malvivente. Ci sono però molti punti da chiarire. Davvero Onichini ha caricato e poi abbandonato il ferito in via Ferrarin perché era stato minacciato con un cacciavite? Così avrebbe ripetuto più volte agli investigatori. «Mi ha intimato di lasciarlo a bordo strada all'altezza di via Ferrarin - sarebbe la sua versione dei fatti -. Aveva un cacciavite in mano. A quel punto ho fatto come mi ha detto, non volevo correre pericoli».



Onichini è stato sentito per tutta la mattinata. Poi, intorno alle 16, è stato caricato all'interno della stazione mobile dei carabinieri con il suo avvocato. Insieme agli inquirenti ha ricostruito il percorso che avrebbe coperto nella notte fra domenica e lunedì; i carabinieri hanno cronometrato i tempi di spostamento per verificare il racconto fornito dallo stesso giovane. Per tutto il giorno i vigili del fuoco hanno scandagliato il fossato che si trova a lato di via Ferrarin alla ricerca del cacciavite con il quale sarebbe stato minacciato Onichini. La strada interna è stata chiusa al traffico per evitare che i curiosi facessero capolino. Fino a ieri sera però i vigili del fuoco non hanno trovato nulla.



L'uomo vive da un anno e mezzo con la sua compagna e il figlio di quasi 2 anni in una villetta di Legnaro. La coppia è in affitto; la loro abitazione è in fase di costruzione in un paese vicino. Onichini ha il porto d'armi da sei anni: l'arma è dunque regolarmente detenuta. «Ho sentito il cane abbaiare intorno alle 3 e mezza - ricorda la sua compagna - Lì per lì non ci ho dato molto peso, pensavo ce l'avesse con un gatto». Poco dopo il rumore dell'auto accesa ha messo in allarme la coppia. «Walter è uscito alla finestra appena ha sentito la macchina avviata - continua - Non so cosa sia accaduto in seguito. Ero pietrificata dal terrore e sono rimasta dentro casa. In questi casi si è portati ad agire d'impulso. Negli scorsi mesi nel nostro quartiere si sono verificati diversi furti. Mio marito è stato coraggioso; è triste sapere che una persona, dopo aver tentato di difendersi, possa passare addirittura dalla parte del torto». Ed in effetti è proprio così: ieri sera Onichini è stato posto in stato di fermo per tentato omicidio.



Sembra quasi premonitore il post che lo stesso Onichini aveva condiviso sulla sua pagina di Facebook lo scorso 12 marzo. Viene riportata una fotografia di due diversi articoli di giornale. Il primo riporta il titolo: "Lo derubarono, imprenditori li ferì: ora dovrà risarcirli" e richiama un fatto accaduto a Vicenza. Nel secondo articolo il titolo è invece: "Colpi di pistola ai ladri, il giudice: ve li siete voluti" ed è relativo ad una vicenda successa in Inghilterra. Il 32enne non ha commentato il post. Chiara comunque l'intenzione di sottolineare quanto sia diversa la giustizia in Italia rispetto alla Gran Bretagna.



Ora Onichini si ritrova protagonista di un fatto ancora tutto da chiarire. Nei prossimi giorni l'autorità giudiziaria continuerà a vagliare la sua posizione. «Ma l'ho fatto per la mia famiglia - avrebbe ripetuto anche dopo il provvedimento di fermo - Volevo solo difendere i miei cari. Siamo stati violati nella nostra intimità».

(ha collaborato Linda Talato) Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 14:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA