Il fratello: «Gli assassini hanno negato a mamma una tomba per piangere Isabella»

Domenica 5 Gennaio 2020 di Marco Aldighieri
Il fratello: «Gli assassini hanno negato a mamma una tomba per piangere Isabella»

PADOVA «Il tempo del perdono è finito. Mia madre è morta e non ha avuto nemmeno una tomba dove piangere la figlia». Il messaggio è targato Paolo Noventa, ed è indirizzato ai tre assassini di sua sorella. Il suo, a tre giorni dal funerale della mamma Ofelia Rampazzo deceduta il 30 dicembre, è più di uno sfogo. Suona quasi come un avvertimento per Freddy Sorgato e le altre due donne dietro alle sbarre dal sedici febbraio del 2016. 

Lei e sua madre speravate in una confessione completa dei tre imputati?
«Hanno avuto quattro anni per dire dove hanno occultato il cadavere di mia sorella. Potevano almeno dare il conforto di una tomba a mia mamma, invece non hanno dimostrato alcuna pietà. Adesso che mia madre è morta, il tempo del perdono è terminato. Voglio che questo messaggio arrivi forte e chiaro ai tre in carcere».

È vero che sua madre ha trascorso gli ultimi giorni di vita invocando il nome di Isabella?
«Quando era ricoverata all’hospice, ormai stava solo aspettando di morire, temeva di essere portata via e messa in un sacco nero della spazzatura. Lo stesso trattamento riservato a Isabella, quando è stata uccisa nella villa di Freddy. Mia madre fino all’ultimo si è immedesimata nella sofferenza di sua figlia. Mi diceva di stare attento, aveva paura facessero del male anche a me. Urlava assassini. Una disperazione. Tutti gli infermieri hanno udito le grida della mia povera mamma, loro sono stati testimoni diretti. Certo era anziana e malata, ma un po’ l’hanno uccisa anche Freddy, Debora e Manuela Cacco». 

I tre in carcere hanno mai chiesto perdono alla sua famiglia?
«Non hanno mai dimostrato il minimo pentimento e non abbiamo mai ricevuto alcuna lettera di scuse da parte dei tre. Nulla di nulla. Il silenzio assoluto. È poi un falso che la mamma dei fratelli Sorgato abbia chiesto perdono a mia madre. Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera di quella donna. Sono state raccontate solo tante bugie».
Ma in questi quattro anni avete ricevuto attestazioni d’affetto?
«La cassetta della posta della nostra casa ad Albignasego ha ricevuto centinaia e centinaia di lettere di persone comuni. Uomini e donne che ci hanno sommerso di parole di conforto. Molti sono venuti a recapitare gli scritti di persona. Siamo stati circondati d’affetto».

C’è la possibilità che le ricerche per trovare il corpo di Isabella riprendano?
«Al momento gli inquirenti non possono riprendere a cercare il cadavere di mia sorella. La polizia ha battuto per settimane tutte le piste possibile, ma ad un certo punto ha dovuto cessare le ricerche. Solo un’altra scintilla investigativa, una traccia, potrebbe indurre la Procura a ordinare nuove ricerche del corpo di Isabella. E del resto capisco che non possano essere impegnati ancora agenti per trovare il cadavere di mia sorella».
Tra undici giorni ricorre l’anniversario della scomparsa di Isabella. Verrà celebrata una messa di suffragio?
«Quest’anno voglio dedicare la messa anche a mia madre, che ha scelto di essere cremata. Per cui il rito religioso sarà celebrato per entrambe, penso il prossimo 16 gennaio, nella chiesa ai Ferri di Albignasego. Le voglio ricordare insieme, e del resto sono morte nello stesso mese. Giovedì scorso al funerale di mia madre la chiesa era stracolma di persone». 
 

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