Martedì 8 Gennaio 2019, 00:00

Isabella strangolata: perché i giudici credono a Manuela e non a Freddy

Isabella Noventa

di marco aldighieri

PADOVA - Poco dopo Natale sono state depositate le motivazioni della sentenza da parte della Corte d'Assise d'Appello sul omicidio di Isabella Noventa. La segretaria di Albignasego uccisa quasi tre anni fa tra il 15 e il 16 gennaio del 2016. I giudici lagunari hanno confermato in tutto e per tutto il primo grado di giudizio, con i fratelli Freddy e Debora Sorgato condannati a 30 anni e la tabaccaia veneziana Manuela Cacco a sedici anni e dieci mesi. Di fatto il sostituto procuratore generale Giancarlo Bonocore ha abbracciato in pieno la linea accusatoria del pubblico ministero Giorgio Falcone e il presidente della Corte d'Assise d'Appello, Alessandro Apostoli, a sua volta la sentenza formulata il 22 giugno del 2017 dal Gup Tecla Cesaro in rito abbreviato. Ma Bonocore, durante la sua requisitoria, ha voluto sottolineare due aspetti inquietanti del trio dietro alle sbarre: in particolare i due fratelli Sorgato non hanno mai dato alcun segno di pentimento e non hanno fatto trovare il corpo di Isabella.
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