Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

L’incubo di Oltrebrenta confessa al Gip: «Ho fatto una stupidaggine»

Sabato 2 Luglio 2022 di Marina Lucchin
La scritta minatoria

NOVENTA PADOVANA - «Lei mi ha lasciato e io ho perso la testa. Mi dispiace, ho fatto una stupidaggine». Sono le parole che ha pronunciato davanti al giudice per le indagini preliminari Elena Lazzarin il 53enne Federico Sardena, di Cona, nel veneziano, lo staker della psicologa residente ad Oltrebrenta, diventato un incubo nelle ultime settimane per tutto il condominio. L’uomo in due occasioni avrebbe appiccato il fuoco all’abitazione della donna. Il veneziano ha confessato tutto durante l’interrogatorio di garanzia, spiegando che non voleva «dare fuoco, ma dare solo un “segnale” seppur sbagliato». 

Cosa era successo

Il 53enne e la psicologa hanno avuto una relazione di circa un anno. Poi in febbraio, la professionista lo ha lasciato, chiedendogli anche di uscire dal gruppo per single su Facebook dove si erano conosciuti. Nelle settimane successive i due hanno avuto anche un riavvicinamento, salvo poi rompere nuovamente, sempre per iniziativa della donna. A quel punto il veneziano ha iniziato a tormentare l’ex. E perquesto è stato arrestato dai carabinieri e deve rispondere delle accuse di atti persecutori, minacce, incendio doloso e diffamazione. 

Le intimidazioni

Si sono vissuti dieci giorni di terrore ad Oltrebrenta con il piromane che in due occasioni ha dato fuoco all’abitazione della psicologa. I fatti si sono verificati sempre di notte. Il primo è del 16 giugno: con del liquido infiammabile ha danneggiato l’esterno dell’abitazione. Il secondo è del 24 giugno. Qui l’attentatore ha alzato il tiro e ha cosparso di benzina un gazebo presente nel giardinetto dell’abitazione posta al primo piano. In entrambi i casi, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti per i sopralluoghi i carabinieri che giorno dopo giorno hanno raccolto elementi che hanno poi portato alla chiusura del cerchio. Il filone investigativo, coordinato dal pubblico ministero Roberto D’Angelo, si è subito concentrato sulla sfera delle amicizie più strette della vittima. È stata fatta un’attività tecnica per il controllo delle celle telefoniche, sono state acquisite immagini della videosorveglianza ed è stata sentita la psicologa che ha riferito di aver chiuso una storia sentimentale da poco e sospettava che dietro a tutto ciò ci fosse il suo ex.
L’uomo, incensurato, è in carcere, ma il suo avvocato difensore, Davide Carbone del foro di Padova, ha chiesto che la custodia cautelare fosse ridotta a un obbligo di dimora, visto che abita a 60 chilometri dalla vittima. La psicologa e i suoi vicini, ora, possono tirare un sospiro di sollievo. 

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 10:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci