Pietro, morto schiacciato all'Acegas, lascia una bimba di 8 anni. «Un uomo generoso, aiuteremo sua figlia»

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Cesare Arcolini Nicola Benvenuti
Pietro Voltan

POLVERARA - Pietro Voltan, per gli amici Paolo, aveva 47 anni e viveva in via Punta a Polverara con la moglie Chiara Pasquetto. Dal loro amore otto anni fa è nata una splendida bambina che frequenta la scuola primaria in paese. Una figlia che hanno sempre sognato e che era il collante del loro amore. La notizia della sua tragica morte è arrivata a Polverara ieri all'ora di pranzo. Sconvolto il sindaco Alice Bulgarello: «Proprio domenica abbiamo ricordato la giornata nazionale dedicata alle vittime e ai feriti sul posto di lavoro. Nel discorso di rito ho ricordato come il lavoro sia sacro per ognuno di noi, ma devono migliorare i dispositivi di sicurezza. Mai mi sarei aspettata qualche giorno dopo di dover commentare la morte di un padre di famiglia, di un buon marito, di un uomo che aveva ancora la sua vita davanti e che invece non potrà vedere la sua piccola creatura crescere. Un concittadino che si vedeva poco in paese, ma quando usciva per qualche ora di libertà era sempre in compagnia della moglie e della loro giovane bambina». 


Bulgarello ha proseguito: «A nome di tutta l'amministrazione comunale non posso che stringermi alla moglie in questo tragico momento e a tutti i familiari e gli amici che hanno apprezzato e hanno voluto bene a Pietro in questi anni. Le porte del municipio per questa famiglia saranno sempre aperte. Mi metterò personalmente in contatto con la scuola frequentata dalla figlia della vittima per trovare ogni forma di comportamento e di strategia per far sì che la sua crescita didattica e soprattutto caratteriale sia il più possibile sana e di qualità». 
La vittima viveva in un'area agricola di Polverara dove ieri tutti i residenti erano a conoscenza della tragedia. Pietro Voltan è originario di Casalserugo dove ha trascorso buona parte della sua vita. All'anagrafe di Polverara si è registrato dieci anni fa. Un lavoro serio, una famiglia adorata e pochi grilli per la testa. Non faceva parte delle associazioni del territorio, non era una persona che amava mettersi in evidenza, ma quando il dovere chiamava si è sempre messo a disposizione del prossimo. Un generoso, insomma, proprio come ieri sul posto di lavoro. Un compito che avrà ripetuto centinaia di volte nell'arco della sua carriera, ma che ieri l'ha tradito. «Mi vengono i brividi - ha proseguito il sindaco Bulgarello - al pensiero che un lavoratore esca di casa la mattina presto dopo aver abbracciato la moglie e la figlia, e non torna più a casa. Nel 2020 il lavoro deve essere un diritto ed è fondamentale per la dignità di ogni singolo uomo, ma non è comprensibile come ancora oggi si debba morire per riuscire a portare a casa uno stipendio». 


Anche a Casalserugo dove Pietro Voltan era molto conosciuto è calato il silenzio. Nessuno ha voglia di parlare, ma desidera solo in silenzio meditare su quanto è potuto accadere in attesa di donare una degna sepoltura all'amico scomparso. Il primo cittadino ha fatto anche sapere che non appena la magistratura darà il nullaosta per le esequie, una delegazione del Comune presenzierà al funerale. 
Nella bifamiliare di via Punta, alle estreme propaggini del centro abitato di Polverara, la porzione abitata dalla famiglia Voltan-Pasquetto, ha le finestre accostate: si è intravista per un attimo la figura di Chiara, la compagna di Pietro Paolo, chiusa in un dolore che le impedisce anche di dire solo poche parole. Il mondo le è crollato addosso in pochi attimi: ieri mattina era al lavoro nel supermercato dove svolge la sua attività di commessa quando è stata raggiunta dalla terribile notizia del grave incidente occorso al compagno e tutto è cambiato. 
Più che comprensibile il suo riserbo: ad un certo punto ieri ha lasciato l'abitazione per raggiungere qualcuno dei suoi familiari, che abitano a San Giacomo di Albignasego. Davanti a casa è arrivato anche il parroco, don Daniele Hudorovich, visibilmente addolorato: «Sono stato informato da un mio ex parrocchiano di Mandria, collega di Pietro Paolo, che ha assistito al fatto, era sconvolto e piangeva e subito ho pensato di venire a portare il conforto cristiano a Chiara; proprio un paio di settimane fa ho visto e salutato la piccola all'incontro di catechesi in chiesa, credo ci fossero anche loro», racconta il sacerdote.
Un sessantenne incontrato nella piazza di Polverara, dove la notizia del grave incidente si è rapidamente diffusa, ricorda: «Ho ben presente Voltan, una persona molto distinta, l'ho conosciuto lo scorso anno in occasione della campagna per le amministrative locali, portando i volantini casa per casa. Siamo a rimasti a parlare per un bel po', era interessato alla vita politica di Polverara, conservo davvero un bel ricordo di lui». 
Chiusi in uno stretto riserbo anche la famiglia di origine di Pietro Paolo Voltan: nella villetta a due piani di via IV Novembre a Casalserugo, dove vivono gli anziani genitori Siro e Antonia e uno dei due fratelli dello sfortunato operaio, nessuno ha voglia di parlare, forse anche per preservare il dolore della mamma e del papà. Qui tra i vicini c'è incredulità e sgomento: «Siamo in poche famiglie, ci conosciamo tutti, Paolo era qua anche ieri, tante volte veniva con la piccola e il suo cagnolino», racconta un quasi coetaneo. 
«Era davvero un tuttofare: a casa l'orto e poi sapeva mettere le mani dappertutto ed era pronto ad aiutare chi aveva bisogno, sarebbe dovuto tornare a giorni per sistemare la caldaia di una vicina, non posso credere che se ne sia andato così tragicamente», conclude l'uomo, mentre una lacrima solca il suo volto.
Cesare Arcolini
Nicola Benvenuti
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Ultimo aggiornamento: 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA