L'incubo di Giorgia: infermiera a casa in maternità, rischia la sospensione: «Non sono una no vax, mi vaccinerò quando rientro al lavoro»

Mercoledì 15 Settembre 2021 di Gabriele Pipia
Giorgia Cusinato infermiera e mamma
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GALLIERA VENETA - «Ho ricevuto la prima raccomandata di sollecito a maggio: ero incinta al settimo mese e ho risposto allegando il certificato di gravidanza. Mi è arrivata una nuova lettera il 6 luglio e ho risposto spiegando che avevo partorito il giorno prima. Ho sempre detto non essere una No Vax e sono intenzionata a farmi il vaccino prima di tornare a lavoro, eppure ora risulta che dal prossimo mese sarò comunque sospesa senza stipendio».
Giorgia Cusinato di Galliera Veneta non si dà pace. Trentatré anni e tre figli (l'ultimo nato appunto due mesi fa), lavora come infermiera all'Isola ecografica dell'ospedale di Cittadella e ha passato gli ultimi due giorni al telefono con tutti gli uffici possibili dell'Ulss Euganea. «Non so più cosa fare - si sfoga - Ho paura di trovarmi senza stipendio e con una famiglia da mantenere».

LA RICOSTRUZIONE
«Attualmente sono in maternità obbligatoria - racconta - Sono appena stata a compilare le carte per la maternità facoltativa ma l'ufficio non è riuscito a caricarla in quanto dal 6 ottobre risulto sospesa. Non sono una No Vax e sono intenzionata a vaccinarmi prima del mio rientro in servizio. Sto allattando il mio bimbo e per quanto mi fido del vaccino vorrei attendere per la somministrazione fino a che il mio piccolo mangerà le pappe, quindi i primi sei mesi. Fino a quel momento starò a casa. Ora rischio di trovarmi con tre figli senza stipendio. Ma la maternità non è un diritto?»
«Conosco sanitari liberi professionisti che lavorano senza vaccino a contatto con le persone - scuote la testa - mentre io che attualmente faccio solo la mamma a tempo pieno vengo sospesa. Tra l'altro sto assumendo vari farmaci per asma grave quindi il mio bimbo già assume attraverso il mio latte alte dosi di cortisone e antinfiammatori. Non ho il diritto di attendere che lui mangi la pappa e allatti meno?».

I TEMPI
La maternità obbligatoria scade il 5 ottobre, lei è intenzionata a chiedere un periodo di proroga facoltativa che durerebbe fino ai primi di marzo. «Ma secondo il sistema gestionale dell'Ulss dal 6 ottobre io risulto sospesa. Ho spiegato in tutti i modi che il differimento vaccinale è legato esclusivamente alla mia gravidanza e non ad una posizione contraria al vaccino, anzi. Non l'avevo fatto precedentemente perché, essendo già incinta, avevo preferito aspettare».
«Il 19 agosto ho ricevuto la lettera che attesta la sospensione - precisa l'infermiera - Ho risposto chiedendo se fosse un errore e ho inviato nuova documentazione. Non ho più sentito nulla fino a quando ho scoperto che risultavo sospesa».
L'Ulss Euganea sta approfondendo il caso valutando tutte le carte, alla luce di quanto previsto dalla legge.

LA SITUAZIONE
Il decreto numero 44 firmato dal premier Mario Draghi lo scorso aprile prevede per il personale non vaccinato il demansionamento oppure, nel caso in cui il cambio di ruolo non sia possibile, la sospensione (a meno che non ci sia un valido motivo di salute). Tra comparto pubblico e settore privato da fine luglio ad oggi sono stati aperti nel Padovano oltre 2.500 fascicoli di accertamento e le sospensioni sono state quasi 200.
Per quel che riguarda le donne incinta il professor Carlo Giaquinto, infettivologo pediatrico dell'Azienda ospedaliera di Padova, poche settimane fa ha rinnovato l'appello: «È importante vaccinare le donne incinta. Anzitutto perché le infezioni provocate dal Covid possono essere più gravi su una donna incinta, dove c'è una riorganizzazione del sistema immunitario. E poi perché gli anticorpi attraversano la placenta e possono così proteggere anche il neonato dall'infezione. La vaccinazione è sicura: ci sono dati su decine di migliaia di donne e non è emerso alcun problema particolare».
 

Ultimo aggiornamento: 09:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA