Padova. Inchiesta stadio Euganeo, l'opposizione replica al sindaco Giordani: ​«Solo promesse, chiedete scusa»

Giordani ha riferito in consiglio comunale sull'inchiesta che lo vede indagato assieme all'assessore Bonavina. E il centrodestra è salito sulle barricate

Martedì 29 Novembre 2022 di Alberto Rodighiero
Le opposizioni rispondo al sindaco sull'inchiesta stadio Euganeo

PADOVA - Com'era ampiamente previsto, l'intervento in aula del sindaco Sergio Giordani sull'inchiesta legata alla curva sud dell'Euganeo, ha fatto letteralmente salire sulle barricate il centrodestra in consiglio comunale. Il primo ad andare all'attacco è stato l'ex candidato del centrodestra alle ultime elezioni amministrative Francesco Peghin. «Io in queste vicende per esperienza sono assolutamente garantista - ha scandito Peghin rivolgendosi all'amministrazione - Siete stati poco capaci, avete fatto troppe promesse che non siete stati in grado di mantenere e avete scaricato su altri responsabilità che non avevano. Non solo. Avete fatto promesse in campagna elettorale e, a luglio, ci avete annunciato che tutto sarebbe stato pronto entro dicembre. Com'è andata a finire, lo sappiamo. A fronte di tutto questo, dovreste perlomeno chiedere scusa a tutti i padovani».

Ad andare giù duro è stata anche la Lega. «Finalmente siamo arrivati a poter chiedere chiarimenti su una vicenda che ha scosso l'intera città, e su cui il silenzio dell'amministrazione comunale è stato assordante - ha tuonato la capogruppo del Carroccio Eleonora Mosco - Quella intorno al cantiere dello stadio Euganeo non è soltanto una questione giudiziaria: è anche, e soprattutto, una questione amministrativa e politica, perché riguarda una delle opere pubbliche più importanti e attese dalla cittadinanza. Le minacce al personale del Comune, se ci sono state come sembra dalle intercettazioni, non sono accettabili in nessun caso. Come non è accettabile invitare i tecnici a completare un'opera pubblica importante con dei cosi di polistirolo, pur di arrivare a tagliare un nastro prima delle elezioni». A farle da sponda ha provveduto, poi, il suo compagno di partito Ubaldo Lonardi. «In questi anni ho fatto 8 interrogazioni in consiglio comunale e molte conferenze stampa sui problemi gravi provocati dalla giunta Giordani con il progetto nuova curva sud dell'Euganeo - ha polemizzato il vicepresidente del consiglio - Ho ricevuto derisione e sarcasmo. Ora ci troviamo amministratori e funzionari indagati, un cantiere sequestrato, un manufatto osceno che segnerà per sempre la storia sportiva di Padova. Le responsabilità penali non sono affare nostro, ma quelle politiche sì».

Ad attaccare è stata poi, Fratelli d'Italia. «Noi, come prima cosa, non chiediamo le dimissioni di nessuno, ma che vengano congelate le deleghe dell'assessore Bonavina che possano avere un'attinenza con l'indagine - è andato all'attacco il capogruppo di FdI Matteo Cavatton - In seconda istanza, la nostra richiesta è quella che, in caso di rinvio a giudizio dell'azienda e dei dirigenti comunali, l'amministrazione si costituisca parte civile. Infine chiediamo che, tra 6 mesi, la maggioranza torni in aula per riferire gli sviluppi dell'inchiesta». All'attacco anche il suo compagno di partito Enrico Turrin. «Si tratta di una storia nata male e che rischia di naufragare - ha scandito Turrin - il sindaco ha sempre avvallato ogni scelta legata a questo progetto e derubricato ogni perplessità dell'opposizione a strumentalizzazioni politiche, rassicurando tutti ed impegnandosi in prima persona. Scelta che lo vede complice del disastro in cui si trova oggi il cantiere ancora aperto, anzi sotto sequestro».

«Come opposizione, già un anno fa abbiamo manifestato le nostre perplessità, assieme a quelle dell'Ordine degli Ingegneri, sull'affidamento dell'appalto a una ditta con prezzi notevolmente sotto soglia, che avrebbero portato a scarsa qualità costruttiva e dei materiali, oltre ad un concreto rialzo dei costi di realizzazione, come in effetti è avvenuto visto l'aumento di 1,5 milioni rispetto all'aggiudicazione - ha concluso il capogruppo di Forza Italia Roberto Moneta - Ora le aziende che hanno perso la gara probabilmente faranno ricorso al Tar e il Comune potrebbe essere condannato a risarcire un danno economicamente importante con i soldi dei cittadini e su questo l'amministrazione ci deve delle risposte». 

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