Sergio Giordani: «Ecco come nel 2018 cambierà la nostra città»

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Sergio Giordani

di Nicoletta Cozza

PADOVA - Tre date ha impresse in modo indelebile nella mente. Il 15 giugno del 1994, anno in cui il Padova, di cui era presidente, è andato in Serie A, battendo il Cesena. Poi, il 10 giugno dell'anno dopo, quando, sempre con lui al comando della società, i biancoscudati si sono salvati, mettendo ko il Genoa ai rigori. Infine, il 25 giugno del 2017, giorno in cui è stato invece lui a vincere la sua partita e a diventare sindaco, mandando a casa Massimo Bitonci e in archivio l'ictus che lo aveva colpito appena un mese prima, in piena campagna elettorale. Sergio Giordani, ex presidente del Calcio Padova e primo cittadino da sei mesi, all'inizio del nuovo anno si confessa. E nel fare un primo bilancio del mandato non ha esitazioni a rivelare di appassionarsi giorno dopo giorno al ruolo che ricopre.

Sindaco, com'è stato questo periodo iniziale a Palazzo Moroni?
«Devo dire che durante i primi trenta giorni ero perplesso, turbato, quasi pentito. Dopo, però, quando ho capito che stavo cominciando a fare delle cose per la mia città per riportarla dove merita, c'è stata la svolta. Sto vivendo un'esperienza straordinariamente affascinante ed è bellissimo il contatto con la gente: mi piace girare e ascoltare le opinioni di tutti coloro che incontro. Pensavo di conoscere la mia città, invece da sindaco scopro cose nuove e potenzialità enormi che vanno sfruttate. Sono oggi ancor più orgoglioso di essere padovano, è come per un giocatore vestire la maglia della Nazionale. Mi sento in debito con i miei collaboratori, fedeli e leali, e con la città che mia ha votato. E soprattutto con il Padre Eterno, che mi ha fatto superare il problema di salute che avevo avuto a maggio»...

 
 
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Domenica 31 Dicembre 2017, 13:04






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5 di 19 commenti presenti
2018-01-02 08:36:23
Sig. Doriano Canella, lei sa che l’Euganea perse la guerra con il Ducato (Repubblica) di Venezia nel 1404-1405. Nel Quattrocento e successivamente nel Cinquecento, Padova fu sventrata e rasa al suolo (distrutte le possenti mura, l’enorme castello, la fastosa Reggia, il Salone con tutto l’archivio giuridico-politico (comprese le copie degli atti che venivano conservate e archiviate presso la basilica di Santa Giustina), tutte le opere pittoriche di Giotto ed altri artisti di grande rilievo, dato alle fiamme e distrutto) , la popolazione pesantemente immiserita economicamente, evacuata e dispersa ben prima delle pestilenze che decimarono gli sparuti rimanenti, lo Studium (Università) svuotato e rivoltato, il pavano imbavagliato e cancellato, ecc. Questo successe durante e prima e dopo la Guerra di Cambrai. Difficile in questo spazio ristretto spiegare tutto, ma non è questo il punto. Non vedo francamente cosa c’entri il Ducato (Repubblica) di Venezia, che spirò – com’è noto – di consunzione propria nel 1797, con la questione recente della cancellazione della VENEZIA EUGANEA per sostituirla con due Regioni con denominazione imposta dalla segreterie romane della DC e del PCI, di “Friuli” e “Veneto”. E non vedo neppure che “c’azzecchino” i teleguidati sondaggi di quel o quell’altro media sulla qualità della vita in Euganea. Queste non sono questioni di lana caprina, in gioco c’è una precisa visione delle cose e delle manipolazioni speculative sempre in atto.
2018-01-02 01:33:14
Gentile Doriano, in tutta sincerità io non sarei propenso a parlare di "disputa" tra me e il sig. Pros. Più semplicemente ritengo di trovarmi di fronte ad una persona che pretende di fare una rivoluzione storiografica in un contesto dove già ci sono fatti in abbondanza (e consolidati attraverso i secoli) ed evidenze comprovate e concatenate tra di loro. Nessuno vieta al sig. Claudio Pros di riscrivere la storia fermo restando che l'onere e il dovere della dimostrazione spettano a lui. E, con tutto il rispetto, non mi pare che il forum del Gazzettino sia il luogo più adatto per fare studio, ricerca e divulgazione scientifica. A meno che non ci si voglia limitare ai proseliti e alla propaganda. Se poi andiamo a valutare il caso di Padova i fatti dimostrano che è stata, ed è, una città autenticamente veneta a prescindere dalla vicende della Serenissima. Padova è stata città della Repubblica Veneta per “soli” 392 anni, ma in un periodo antecedente di parecchi secoli (a partire dall'Età del Bronzo) è stata un centro di primaria importanza per la Civiltà Veneta. Se Venezia è stata fondata dai Veneti, allora tutti i Veneti sono veneti a prescindere dalle vicende, comunque gloriose e importanti, della Serenissima.
2018-01-01 19:12:03
Il "Sole 24ore" posiziona Padova, per il 2017, al 32° posto delle città italiane per qualità della vita. Aspettiamo almeno in prossimo dicembre (con una nuova valutazione) prima di giudicare l'operato di Giordani. A prescindere da ciò, mi piace la "disputa" fra "Pros e Voltigene" relativa a Veneto o Euganea. Se proprio vogliamo farne una questione di "lana caprina", c'era prima, ma molto prima, la "Serenissma Repubblica di Venezia", la quale, per oltre 900 anni, dominò su territori molto più estesi della cosiddetta regione Venezia+Euganea. Ragione per cui, ripeto, "questione di lana caprina". Se proprio vogliamo essere utili, occupiamoci invece dei veri problemi di Padova; criticando pure Giordani ma in senso costruttivo. Al di la delle proprie posizioni politiche. Buon 2018
2018-01-01 09:56:39
Signor Voltigene, lei continua a farsi le stesse domande a cui non riesce a darsi delle risposte. Le ripeto nuovamente ciò di cui le avevo più volte postato. L’Euganea è la parte della composita regione geografica (VENEZIA + EUGANEA) chiamata appunto VENEZIA EUGANEA, lo può riscontrare fattivamente in qualsiasi testo o cartografia. Dal Sessanta al Settanta del secolo scorso, i partiti politici al potere DC e PCI si accordarono per smembrarla e, senza alcun tipo di consultazione, decisero di imporre per una parte il nome di “Friuli” e per l’altra quella di “Veneto”. Quindi quello che si cercò di censurare e cancellare fu proprio l’Euganea, ma non per questo l’Euganea ha smesso di essere quello che è sempre stata e cioè la denominazione di una regione storica, con una sua precisa demarcazione, socialità, economia e cultura. Lei può fare lo smemorato o il non informato, però la realtà è pur sempre sotto gli occhi di tutti e non si può far finta di nulla. La saluto cordialmente e le auguro buon 2018
2018-01-01 17:12:56
Claudio Pros, lei pensa seriamente che io, o altri lettori, possiamo prendere per buona una risposta del genere volutamente lacunosa e imprecisa? Lei pensa che io possa prendere seriamente il suo tentativo di fare scienza e ricerca "al contrario"?. La sua tecnica di far finta di spiegare tutto dicendo praticamente nulla? Per carità, non si preoccupi per la mia memoria. Pensi piuttosto all'onestà intellettuale. Le auguro anch'io un buon 2018.