Galan: «I danni a Villa Rodella?
Li ha causati mia moglie Sandra»

Mercoledì 3 Febbraio 2016 di Francesco Campi
Galan e signora il giorno delle nozze a Villa Rodella
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Sullo scempio a villa Rodella la moglie di Galan avrebbe scagionato il marito: del trasloco se ne era occupata lei, lui aveva altri pensieri. Giancarlo Galan e la moglie Sandra Persegato sono stati sentiti a Rovigo dal Procuratore capo Carmelo Ruberto. L'accusa è quella di aver sottratto, danneggiato e disperso beni strutturali della casa di Cinto Euganeo sottoposta a sequestro. Al momento di andarsene dalla lussuosa villa i due coniugi, infatti, non si erano limitati a portare via mobili e suppellettili, ma avevano smontato anche vasche, lavandini, wc, piatti doccia, caminetti e termosifoni.
 


Il punto è che la casa è stata confiscata dopo il patteggiamento a due anni e dieci mesi di reclusione per il reato di corruzione nello scandalo del Mose. L'asportazione di parti che, secondo l'ipotesi formulata dalla Procura di Rovigo che è ora competente territorialmente dopo l'accorpamento del Tribunale di Este, erano parte integrante della villa cinquecentesca, ne ha di fatto alterato il valore. Secondo i difensori, Niccolò Ghedini per Galan e Mauro Zandolin per la moglie, si tratterebbe invece di beni accessori.
 

 

Ultimo aggiornamento: 18:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA