Dmo, 300mila euro di merce rubata dal magazzino: indagati 14 dipendenti infedeli, perquisite le abitazioni

Razziati da mesi i magazzini dell'azienda con sede a Pernumia: spariti profumi, saponi, articoli per cani. I carabinieri ne hanno trovati stivati in abitazioni degli addetti ora accusati: in bagno, in camera da letto, in garage

Mercoledì 30 Novembre 2022 di Giovanni Brunoro
Dmo Pernumia, razziati 300mila euro di merce. 14 dipendenti indagati (foto Google street view)
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VESCOVANA - Razzie di merce alla ditta Dmo di Vescovana: dipendenti infedeli rubano prodotti per 300mila euro. Un brutto colpo per la grande azienda di proprietà della famiglia Celeghin, leader nazionale nella distribuzione di cosmetici e prodotti per la casa.

L'OPERAZIONE
Nella mattinata di lunedì, i carabinieri della compagnia di Este e dei comandi provinciali di Padova e Rovigo hanno condotto un'operazione in vari Comuni a nord e a sud dell'Adige. Davano esecuzione a 14 decreti di perquisizione emessi dalla procura della Repubblica di Padova a carico di altrettanti soggetti, tutti legati a vario titolo al centro logistico Dmo (Dettaglio moderno organizzato spa) di Vescovana.
Gli indagati avrebbero messo in atto un vero e proprio stillicidio di furti, volti ad asportare una vasta gamma di merce da immettere in canali di rivendita illeciti. Profumi e cosmetici, prodotti per la cura della persona e della casa, batterie di vari tipi, integratori alimentari e articoli per animali domestici: nelle disponibilità di questo colosso della distribuzione si trova veramente di tutto. E di tutto è stato rubato, per oltre 300mila euro.

LA SCOPERTA

Le indagini erano partite qualche mese fa, quando i dirigenti dell'azienda - che ha sede legale a Pernumia - avevano ascoltato le segnalazioni dei magazzinieri, preoccupati per i cospicui ammanchi dal magazzino.
Episodi non isolati, che anzi proseguivano nel tempo e suggerivano che all'interno della ditta ci fosse qualcuno che, periodicamente, faceva rifornimento. Per la dinamica, doveva trattarsi di qualcuno che lavorava in azienda: fatto doloroso per chi costruisce giorno dopo giorno un rapporto di fiducia e trasparenza coi propri dipendenti.

LE DENUNCE
Erano seguite varie denunce per furto, che avevano messo i carabinieri sulle tracce di alcuni collaboratori di Dmo, assunti da tempi più o meno recenti. Indagini condotte soprattutto con metodi tradizionali, senza per forza ricorrere a tecnologie moderne come foto-trappole e videosorveglianza. Sono stati infatti i dipendenti onesti a dare una mano alle forze dell'ordine: avevano sentito voci strane e captato che qualcosa non andava, così hanno suggerito a chi di dovere i nomi giusti.

IL BLITZ
Dopo le opportune verifiche, nella mattinata di lunedì è scattato il blitz che ha portato i carabinieri al domicilio dei 14 indagati. In alcuni casi, i militari si sono trovati di fronte a scene degne di un film comico: le merci erano state stivate in ogni angolo della casa, dal bagno alla camera da letto, senza dimenticare il più consueto garage.
Prodotti che combaciavano in tutto e per tutto con i marchi presenti all'interno del centro logistico di Vescovana e con i lotti mancanti, segno inequivocabile della loro provenienza.
Le indagini sono ancora in corso e non è possibile affermare con certezza il movente che aveva spinto gli indagati ai furti. Inoltre, si può solo ipotizzare quale fosse la destinazione finale degli articoli, che eccedevano enormemente quello che può configurare un consumo personale.

LE INDAGINI
La chiave di volta potrà essere chiarire una volta per tutte se i 14 facevano parte di un'organizzazione, radicata a livello locale o più ampio. Fatto sta che tra di loro c'è qualcuno già gravato da precedenti per furto e ricettazione, mentre altri risultano incensurati. L'ipotesi più probabile è che l'enorme quantità di prodotti sottratti a Dmo fosse destinata ad entrare in un circuito di rivendite illegali. Fortunatamente, moltissima della merce rubata è stata trovata integra al domicilio degli indagati ed è già stata restituita al legittimo proprietario.
Sarà poi l'azienda ad aggiornare l'inventario e a capire cosa ancora manca e il relativo controvalore.
Nel frattempo, non si sa ancora se e quale misura disciplinare sia stata assunta da Dmo a danno dei dipendenti infedeli: per la legge possono essere licenziati in tronco, cioè senza preavviso e le garanzie offerte dal procedimento disciplinare. Dall'azienda, per ora, non è giunta alcuna dichiarazione.

Ultimo aggiornamento: 12:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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