Barbri colpevole? Nessun mandato di cattura per il marito di Samira

Mercoledì 8 Gennaio 2020 di Francesco Campi
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PADOVA - La fuga improvvisa di Mohamed Barbri, il marito della 43enne Samira El Attar, scomparsa da Stanghella il 21 ottobre scorso, fa crescere i sospetti, ma non fa mutare la posizione della Procura, tanto che non sarà spiccato un mandato di cattura nei suoi confronti. Continuano, infatti, a mancare i gravi indizi di colpevolezza. È per questo che il 40enne marocchino, seppure ormai da parecchio tempo formalmente indagato per le ipotesi di reato di omicidio volontario e occultamento di cadavere, era comunque a piede libero e nei suoi confronti non erano state emesse misure cautelari. Aveva con sé i documenti ed il passaporto e nessun divieto di espatrio sulle spalle. E anche la fuga, perché di questo sembra proprio trattarsi, non è, di per sé, un elemento in grado di mutare il quadro accusatorio. Almeno per il momento. 
LA SITUAZIONE 
Mohamed Barbri, che ha perso il lavoro come bracciante, potrebbe essere rientrato in Marocco. L’ultimo contatto è stato con un cugino, a Barcellona, con una telefonata fatta con un telefono che si è fatto prestare. Il suo telefono risulta spento dal giorno di Capodanno, da quando ha fatto perdere le proprie tracce allontanandosi da casa in bicicletta. Anche la bicicletta è scomparsa. Come, del resto, è scomparsa, il 21 ottobre, anche quella di Samira. Il precipitoso allontanamento di Barbri, che ha lasciato la figlia di quattro anni con la nonna materna, è un altro tassello di un mosaico che al momento appare indecifrabile, un nuovo capitolo di una storia che ha offerto una messe di colpi di scena, ma ancora nulla che sia risultato decisivo per capire cosa sia accaduto, nonostante la grande attenzione sollevatasi intorno a questa vicenda e nonostante la meticolosità delle indagini. 
LA PROCURA
Ancora, seppure vi sia un fascicolo aperto per omicidio e occultamento di cadavere, non essendo stato trovato il corpo di Samira, né nessuna altra traccia, non è nemmeno assodato che la donna sia morta, anche se l’ipotesi che possa essere ancora in vita sembra davvero più che remota. Il vero tassello mancante è proprio il corpo di Samira, lacuna che rende anche la pista dell’omicidio, al momento, una mera congettura priva di riscontri oggettivi. Anche la sequenza dei teatrali ritrovamenti, prima lo stivale nero, poi un portachiavi col nome di Samira e, infine, anche la catenina, tutti fatti da Barbri, sempre nella stessa zona, a ridosso della Statale 16, dove già erano passate la battute di ricerca nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa della moglie, più che offrire risposte hanno sollevato nuovi interrogativi. Addensando sempre maggiori sospetti sul 40enne. 
IL MISTERO
La mattina del 21 ottobre, giorno in cui si sono perse completamente le tracce di Samira, ha detto di essere stato al lavoro, in campagna, ma non sarebbero emersi riscontri, né dal datore di lavoro, né dai colleghi. La scomparsa della moglie, fra l’altro, è stata da lui denunciata il giorno dopo. E anche il fatto che abbia raccontato che la moglie quella mattina avesse un colloquio di lavoro ma di non sapere nient’altro, non è parso del tutto credibile. Le uniche certezze di quel giorno sono che, alle 9, Samira ha accompagnato la figlia all’asilo, in bicicletta e che, verso le 10, è tornata a casa, per lasciare dentro casa alcuni vestitini per la bimba, smessi dai nipotini della vicina, che glieli aveva passati. 
È stata proprio la vicina l’ultima a vedere Samira viva, non notando in lei niente di strano, nessuna agitazione, nessun nervosismo. Poi, su tutto quanto avvenuto dopo, è nebbia fitta. Negli ultimi giorni la mamma di Samira, Malika el Attar, arrivata dal Marocco pochi giorni fa, ha lanciato accuse sul genero: «Voglio sapere perché è scappato, se non avesse paura di aver fatto qualcosa non l’avrebbe fatto. Da quando è scappato penso che abbia fatto qualcosa a mia figlia. Perché è scappato? La sera prima di sparire mi aveva detto “non mi prenderanno mai”. Gli hanno dato la possibilità di scappare. Mente su tante cose, è abituato a dire bugie, è un bugiardo. Io non avevo detto che sarei arrivata perché avevo paura che scappasse con la bimba. C’erano tanti problemi, quando prendeva i soldi andava a giocare».
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