Fatture fiscali fantasma per 26 milioni di euro: chiuse le indagini con 26 indagati. Ecco tutti i nomi

Domenica 18 Luglio 2021
Mg Group di Padova
3

PADOVA - Una gigantesca frode fiscale attraverso società cartiere, decine di prestanome e operazioni bancarie con l'estero per ripulire il denaro sporco. La Procura ha chiuso le indagini sull'organizzazione criminale che per otto anni (tra il 2012 e il 2019) ha gestito migliaia di fatture per operazioni inesistenti sottraendo alle casse dello Stato circa 5,5 milioni di euro di Iva. Sono ventisei gli indagati per cui il sostituto procuratore Emma Ferrero si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla bancarotta, all'evasione fiscale, all'emissione di false fatture, al riciclaggio e all'autoriciclaggio.

IL BLITZ

La complessa indagine della Guardia di finanza era sfociata in un gigantesco blitz il 15 maggio di due anni fa. I baschi verdi avevano dato esecuzione a dodici ordinanze di custodia cautelare decapitando i vertici della banda, a capo della Mg Group, con sede in città, in viale della Navigazione Interna. Dietro le sbarre erano finiti gli amministratori della società Gianni Mingardo, di Abano, e Luigi Scudella, vicentino. Ai domiciliari l'altro amministratore Raffaele Costa, padovano con residenza a Chioggia, e il veneziano Massimo De Silvestro. Ad altro otto indagati era invece stato notificato l'obbligo di dimora. Le Fiamme gialle avevano scoperto che Mg Group aveva una doppia veste: specializzata nella sostituzione e manutenzione di impianti antincendio, in particolare per caserme, ospedali e tribunali, vantava ottimi rapporti con istituzioni e forze dell'ordine. Aveva però costruito un gruppo di cartiere, utilizzate per emettere fatture collegate a servizi od operazioni inesistenti, con l'obiettivo finale di ripulire il nero prodotto da una lunga serie di clienti. Tra il 2012 e il 2019 Mg Group ha gestito fatture fantasma per un imponibile di oltre 26 milioni e mezzo di euro servendosi di una trentina di società, tra cui pure due esterovestite, cioè soggetti d'imposta che hanno acquisito formalmente la residenza estera al solo scopo di non essere assoggettati al regime fiscale italiano.
Una volta ottenuti i pagamenti, le società cartiere effettuavano bonifici sui conti correnti di tre società estere con sede in Slovacchia, Croazia e Slovenia, tutte gestite dai promotori dell'associazione a delinquere e utilizzate per riciclare i proventi illeciti della frode. I soldi rientravano in Italia con apposite spedizioni. I pacchi di contante tornavano a Padova dentro alle valigette e venivano reinvestiti in società immobiliari o mediante l'acquisto di beni di lusso: tra quelli finiti sotto sequestro ci sono anche delle imbarcazioni e una Ferrari, di proprietà di Mingardo, scovata in un garage di Abano.

LA BANDA

Sono quindici secondo la Procura gli appartenenti all'associazione criminale. Oltre ai tre promotori Gianni Mingardo, 60 anni, di Abano, Luigi Scudella, 61 anni, con residenza a Bratislava, in Slovacchia, ma domiciliato a Vicenza, e Raffaele Costa, 49 anni, con residenza a Chioggia, Silvia Marangon, 60 anni, moglie di Scudella, Monica Bison, 53 anni, di Campodarsego, Massimo De Silvestro, 52 anni, di Santa Maria di Sala, Dario Dozzi, 48enne, di Portogruaro, Ra Sfriso, 48 anni, di Marcon, Pietro Papes, 57 anni, residente a Conegliano, Giovanni Giurietto, 80 anni, di Mira, Stefano Ravera, 37 anni, di Genova, Simone Cardì, 74enne catanese residente a Vedelago, Federica Pittarello, 43 anni, di Noventa Padovana, Pierpaolo Tommasini, 50 anni, di Abano, con residenza a Benin City, in Nigeria, e Vasile Vanghele, 45 anni, di origini romene, domiciliato a Sarmeola di Rubano.
Dovranno invece rispondere di reati fiscali gli amministratori di società coinvolte nel giro di false fatturazioni: sono Franco Ferrato, 54 anni, di Piove di Sacco, Alessandro Gardin, 44enne, di Noventa Padovana, Gabriele Giraldo, 57 anni, di Arzergrande, Mattia Mingardo, 39 anni, con domicilio in Croazia, Andrea Oro, 37 anni, di Foza (Vicenza), Pino Rossi, 61enne, di Gallio (Vicenza), Mauro Scarmin, 54 anni, vicentino, dichiarato irreperibile, Luca Tonello, 47 anni, di Villanova di Camposampiero, Barbara Turchetto, 45enne, di Portogruaro, e Luca Zonta, 52 anni, di Romano di Ezzelino (Vicenza). É infine accusata di riciclaggio la moglie di Mingardo, Paola Sabbadin, 60 anni.
Luca Ingegneri
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 16:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA