Focolaio nella comunità delle suore: contagiate dal virus 19 su 20

Lunedì 8 Febbraio 2021 di Maria Elena Pattaro-Elisa Fais
La Scuola dell'infanzia Ancelle del Sacro Cuore a Monselice

MONSELICE - É costante il rallentamento del contagio nel padovano, secondo l’ultimo bollettino di Azienda Zero. Due vittime del Covid-19 e 162 nuovi casi sono stati registrati nel giro di 24 ore. I positivi al tampone salgono a 5.395. Dall’inizio dell’emergenza, il 21 febbraio scorso, a oggi si contano 58.482 contagi e 1.353 decessi a Padova e provincia. La pressione ospedaliera rimane sostanzialmente stabile. Il numero di pazienti ricoverati negli ospedali scende a 325, due degenti in meno tra sabato e domenica. Di questi, 41 si trovano in terapia intensiva.


Intanto scoppia un focolaio Covid nella comunità di suore: 20 le religiose in isolamento. A Monselice la comunità delle Piccole ancelle del Sacro Cuore di Gesù si è trasformata in un cluster: su 20 suore ben 19 sono risultate positive al tampone molecolare e una di loro è stata trasferita in pronto soccorso. Altre sei pazienti rese fragili da patologie pregresse sono sotto stretta sorveglianza: se le loro condizioni dovessero peggiorate verranno trasferite in ospedale. Positive anche le due dipendenti che accudivano le suore allettate. «Nel complesso la situazione è sotto controllo – assicura la madre superiora suor Daniela Noventa –. Stiamo bene e non abbiamo sintomi particolari, anzi molte di noi non si sarebbero accorte di avere il virus se non fosse stato per il tampone molecolare».


LA COMUNITÁ
Le Piccole ancelle vivono in via Garibaldi e gestiscono la scuola dell’infanzia paritaria San Giuseppe, che accoglie circa 70 bambini. Nelle ultime settimane tra i piccoli si è registrata una decina di casi di contagio, tanto da chiudere temporaneamente l’asilo. Ed è proprio attraverso i bimbi che il virus si sarebbe diffuso nella comunità di religiose: non solo dal contatto tra i piccoli alunni e maestre ma anche grazie alla promiscuità di alcuni ambienti. Tuttavia non è stato il manifestarsi di un qualche sintomo legato al Covid a far scattare il primo giro di tamponi, più di una settimana fa. Ma lo scrupolo delle religiose. «Lo abbiamo fatto per tranquillità nostra, visto tutto quello che si sente in giro», racconta la madre superiora. E la sorpresa non ha tardato ad arrivare: il virus aveva colpito metà delle suore. L’età media delle Piccole ancelle monselicensi si aggira sui 75 anni e le più anziane hanno quasi 90 anni. Nonostante l’isolamento delle malate, il virus si è esteso all’intera comunità. Al secondo giro di tamponi, fatto a distanza di cinque giorni, le suore sono risultate tutte positive tranne una. A quel punto Comune e Ulss 6 si sono attivati per garantire tutta l’assistenza – logistica in un caso e medica nell’altro – per gestire al meglio l’emergenza. «Siamo intervenuti immediatamente per far fronte alle esigenze delle suore – afferma la sindaca Giorgia Bedin –. A cominciare dai pasti: vengono forniti dalla casa di riposo e consegnati dai volontari della Protezione Civile».


I CONTROLLI
Nel frattempo ieri mattina i medici dell’Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) hanno visitato tutte le religiose. Tra loro c’è chi è costretta a letto e ha bisogno di riabilitazione, a cui provvedevano le due dipendenti ora in quarantena perché positive. In un caso si è deciso per il trasferimento in pronto soccorso, mentre altre sei suore (di cui tre polipatologiche fragili e tre compromesse per Covid) sono “sorvegliate speciali”. Per ora rimangono in comunità: i medici ne valuteranno l’eventuale ricovero. «Noi siamo serene: al momento stiamo tutte abbastanza bene – conclude la superiora – ci affidiamo al Signore. Stiamo vivendo con fede anche questa prova e speriamo che il contagio passi senza lasciare segni. Il nostro grazie va in particolare alla Protezione civile, al sindaco e al commissario sanitario straordinario della casa di riposo (il dottor Francesco Lunghi, ndr) per il prezioso aiuto che ci stanno prestando. E anche all’intera comunità di Monselice, che ci è vicina con messaggi di affetto e incoraggiamento».

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