Quindici suore, il coro della polifonica e la cena tra anziani: tre nuovi focolai

Sabato 27 Novembre 2021 di Elisa Fais
Suore contagiate, nuovi focolai a Padova

PADOVA - Il contagio corre e si moltiplicano i focolai monitorati dal Servizio di igiene e sanità pubblica. Al momento sono sotto la lente d'ingrandimento dell'Ulss 6 tre nuovi cluster individuati sul territorio, oltre a quelli del campo nomadi di via Longhin, della casa di riposo Beggiato a Conselve e a 218 classi nelle scuole padovane.
Dal 18 al 24 novembre si registra un'incidenza di 268,3 positivi ogni 100mila abitanti, il tasso più alto del Veneto. Sulla base dei dati raccolti finora, i non vaccinati hanno un rischio 4,3 volte superiore di essere positivi rispetto ai vaccinati.

LA PROPAGAZIONE

In questi giorni è stata attaccata dal Covid una comunità di religiose, dove risultano positive 15 suore su 40. Sulla base delle indagini condotte dal Dipartimento di prevenzione, pare che il virus sia stato portato all'interno della residenza da persone che accedevano dall'esterno con una certa frequenza. Spostandosi nell'Alta Padovana, la catena del contagio è partita durante una cena organizzata in un ristorante da un gruppo per la terza età. A seguito dei festeggiamenti, sono risultati positivi 12 anziani su 30 invitati.
I contagi hanno raggiunto anche Monselice. Un focolaio vede coinvolta l'Accademia polifonica che conta 20 contagiati tra i 36 addetti.
È invece sotto controllo la situazione al campo rom di via Longhin a Padova, dove sono stati contagiate dal Covid 30 persone non vaccinate. Grazie alla collaborazione dei volontari della Croce Rossa, a bordo di un ambulatorio mobile, vengono eseguiti tamponi molecolari sul posto. Inoltre, i volontari hanno provveduto a vaccinare coloro che sono risultati negativi, anche per evitare il ripetersi di cluster.

GIOVANI E TERZA ETÀ

Passando al fronte delle scuole, sono 132 le classi sotto sorveglianza e salgono a 86 le classi in quarantena per la presenza di più di due studenti positivi (+14 in quattro giorni). Complessivamente sono 218 le comunità scolastiche monitorate. «Grazie all'arrivo di nuovo personale incrementeremo il tracciamento dei contatti specifica Ivana Simoncello, direttore del Dipartimento di prevenzione. In questo momento l'attività non è stata adeguata alle necessità. Il monitoraggio ci permette di comprendere la diffusione e i motivi dell'infezione».
Non ci sono nuovi focolai nelle case di riposo: l'unico rimane quello alla Beggiato di Conselve, dove le positività si sono ridotte da 66 a 30 fra gli ospiti. Stanno però arrivando i risultati del nuovo giro di tamponi e i contagi sembrano destinati a diminuire ulteriormente. Discorso che vale anche per i dipendenti: una operatrice sociosanitaria è ancora in malattia, mentre un'altra (che già si era negativizzata da tempo) si è nuovamente contagiata. «Nella Rsa i positivi si stanno via via calando chiarisce il direttore dei servizi sociosanitari dell'Ulss, Maria Chiara Corti. Abbiamo invece potenziato l'ospedale di comunità di Conselve con 15 letti per pazienti Covid. Visto l'aumento dei ricoveri ospedalieri, servono strutture intermedie. Stiamo programmando l'apertura di un altro ospedale di comunità a Piove di Sacco».
Entro metà dicembre il 95% degli ospiti delle case di riposo e delle strutture residenziali sarà coperto da terza dose. Le somministrazioni proseguono a ritmo serrato anche tra gli ospiti delle comunità per non autosufficienti. Come la Casa gialla di Camposampiero, che accoglie disabili adulti. Ieri mattina sono stati vaccinati con terza dose 32 ospiti e 26 tra operatori sanitari e amministrativi.

LA VISITA

Inarrestabile prosegue anche l'attività di sequenziamento dei tamponi all'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie a Legnaro. Ieri l'assessore alla sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, ha visitato i laboratori alla presenza dei vertici dell'Izsve. «In questi giorni sottolinea Lanzarin i report ci stanno indicando che non siamo ancora fuori dalla pandemia. Questo significa che l'elevato impegno che ci è stato richiesto fino ad oggi non è ancora finito. Ma se in questo 20 mesi di lavoro incessante il Veneto ha dimostrato di essere all'altezza della situazione, proponendo soluzioni che ne hanno fatto una regione apripista, è anche merito dell'opera svolta con dedizione e grande competenza da tutti i professionisti di questo istituto».

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA