Chantal "rapita" dalla madre in Ungheria 8 anni fa: l'appello disperato di papà Andrea

Sabato 8 Febbraio 2020 di Lorena Levorato
una delle poche foto di Andrea con sua figlia, otto anni fa

VIGONZA - «Chantal è viva, anche se dall’Italia nessuno la cerca e la classe politica si è dimenticata di una bambina italiana sequestrata». Andrea Tonello, 48 anni, a otto anni dalla scomparsa della figlia, portata in Ungheria dalla madre, si sfoga e lancia l’ennesimo appello: «Aiutatemi a trovare Chantal». La storia di Andrea, imprenditore di Codiverno di Vigonza, e di sua figlia Chantal, che oggi ha 8 anni, inizia a gennaio del 2012 quando la madre, Klaudia Ildiko, di origine Rom, oggi 37enne, va in Ungheria con la piccola, portandola via dall’Italia e dal padre. Allora Chantal aveva appena 3 mesi.
Quando Andrea la raggiunse in Ungheria per riportarla a Vigonza, la donna gli rivelò che non sarebbe più tornata in Italia. Da allora è iniziato il dramma di Andrea che va avanti ormai da 8 anni: «Mi pare che nessuno si stia interessando della mia storia. Possibile che a nessuna istituzione nazionale importi che una cittadina italiana di 8 anni sia praticamente sparita nel nulla e sia costretta a vivere come una latitante?». 
Nel 2018 si era aperto uno spiraglio importante quando dal Viminale era arrivato l’annuncio della costituzione di un pool investigativo congiunto tra Italia e Ungheria proprio per rintracciare la piccola.
«Della vicenda si era interessato anche l’allora vicepresidente Matteo Salvini che aveva incontrato Viktor Orban a Milano nell’agosto del 2018 – dice ancora Tonello – ma poi non se ne è saputo più nulla. Ormai mia figlia è cresciuta: aveva un anno quando l’ho vista l’ultima volta, a novembre 2012, quando Klaudia me l’ha fatta vedere. Adesso mia figlia ha otto anni e l’unica immagine che ho è l’identikit che ha realizzato la polizia ungherese che ha ricostruito il suo volto come dovrebbe essere ora. Mi domando se un padre debba accontentarsi di vedere sua figlia in un identikit. In Italia, dopo otto anni dalla scomparsa di mia figlia, il procedimento penale deve ancora cominciare! Principessa Chantal, prima o poi qualcuno farà giustizia».

«La verifica delle notifiche e le lungaggini burocratiche che ne sono derivate ci hanno fatto perdere tre anni - spiega Chiara Balbinot, legale di Tonello –, poi abbiamo avuto la sfortuna che per tre volte le udienze fissate sono coincise con lo sciopero degli avvocati. Ogni rinvio assegnato significa mesi di attesa e passano gli anni». «Ringrazio le centinaia di persone che mi sostengono e mi aiutano in questa battaglia anche diffondendo le foto di Chantal e di sua madre sui social – dice ancora Andrea Tonello -: la mia speranza è che prima o poi qualcuno, in Ungheria, le veda e ci dia notizie su di loro».
 

Ultimo aggiornamento: 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA