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Faida fra trapper, Simba La Rue al giudice: «È stata una montatura per ottenere clamore sui social»

Mercoledì 3 Agosto 2022 di Marina Lucchin
Simba La Rue e Baby Touché

PADOVA - Mohamed Lamine Saida ha svestito i panni e la strafottenza di Simba La Rue fuori dalla procura di Milano: ieri si è presentato in stampelle e sofferente per la coltellata subita davanti al Gip Guido Salvini. Da venerdì è dietro le sbarre di una cella di San Vittore con l'accusa di rapina, lesioni e sequestro di persona. «Mi sono reso conto dell'assurdità di tutto quello che è successo che non giova a nessuno» ha detto al giudice durante l'interrogatorio per chiarire la sua posizione sull'aggressione e il sequestro nei confronti del trapper rivale, il padovano Baby Touchè. Il difensore Niccolò Vecchioni ha evidenziato che il cantante di Lecco «ha risposto a tutte le domande e ha chiarito la sua posizione. Ha ammesso di aver partecipato all'aggressione in porta Venezia, come risposta a quella subita dall'amico a Padova, ma ha escluso categoricamente di aver rapinato le vittime».

Il sequestro

Quanto all'episodio del 9 giugno scorso nei confronti del rivale Baby Touchè «Ha escluso la sussistenza del reato di sequestro di persona, ha ammesso la colluttazione con il trapper ma non di averlo caricato a forza in macchina». Il filmato poi diffuso su Instagram «è stato concordato con Touché: quel video serviva per aumentare la visibilità e ottenere clamore social, l'obiettivo era poi fare una canzone insieme, una collaborazione mai realizzata perché poi Simba è stato aggredito» pochi giorni dopo a Treviolo, in provincia di Bergamo, dov'è stato colpito con più coltellate. «Il mio assistito è molto provato, è in condizioni di grave infermità fisica, dovrà essere sottoposto a Monza a un nuovo intervento chirurgico. Lui, come gli altri arrestati, ha sicuramente compreso il disvalore delle azioni, in lui è emerso un sentimento di rammarico». Il gip Salvini potrebbe decidere già domani sulla richiesta di revoca degli arresti chiesta dal difensore per tutti i nove arrestati.

La pistola

Nel corso dell'interrogatorio, Simba ha anche spiegato la presenza di una pistola in casa sua, rinvenuta nel corso della perquisizione. «L'ho presa io dagli zingari, sono uscito dall'ospedale (prima del secondo ricovero, ndr), per paura di nuove aggressioni. Ho fatto una grande cavolata, è stata la prima e ultima volta che ho preso una pistola».

La ballerina

Riparare a un'umiliazione è la spiegazione che risuona più volte davanti al gip di Milano Guido Salvini che ha interrogato gli arrestati nella faida tra trapper. Secondo Simba La Rue, tutto è degenerato quando è stato accoltellato a Padova il suo braccio destro, Carter Gapea. «Abbiamo fatto questa specie di vendetta contro un ragazzo che c'era durante l'aggressione del mio amico e cioè Akrem. Gli abbiamo fatto questa specie di trappola con l'aiuto anche di Sara (fidanzata di Carter, ndr) e lo abbiamo aggredito. Ho girato io un video dell'aggressione». Poi la faida è continuata fino all'aggressione di Treviolo su cui l'Arma sta ancora indagando.

Ultimo aggiornamento: 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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