Ex arbitro di calcio, 90enne, acciuffa il ladro del suo portafoglio. «Che amarezza, nessuno mi ha aiutato»

Domenica 27 Giugno 2021 di Marco Aldighieri
Danilo Bigi, ex arbitro di calcio di serie A
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PADOVA - «Che dispiacere, da padovano sono molto amareggiato. Mi hanno scippato e nessuno mi ha aiutato». Danilo Bigi ex arbitro di calcio di Serie A, venerdì alle 18 è stato derubato del portafogli in pieno centro storico a un passo dal Caffè Pedrocchi, e non un passante è accorso a dargli una mano. Ma lui, all’età di 90 anni, ha avuto la forza e il coraggio di reagire. «L’ho afferrato per il collo e dopo una breve colluttazione, mi ha restituito il maltolto. Ho gridato al ladro al ladro, ma nessuno è intervenuto. E questa sarebbe la mia città? Ci sono rimasto malissimo». 


Bigi nel 1966 ha debuttato come direttore di gara in serie A. Poi nel 1971 è stato presidente della sezione Aia di Padova e ha istituito la scuola arbitrale padovana. Successivamente è stato presidente regionale e ha fatto nascere le sezioni Aia di Adria, Castelfranco, Conegliano, Legnago, Schio e Portogruaro. Nel 1984 è stato nominato vicepresidente nazionale degli arbitri. Il calcio è la sua vita: tutti i tifosi biancoscudati lo ricordano anche, tra il 1988 e il 1990, come amministratore delegato del Padova nell’era Puggina. E poi, uomo di grande impegno civile, è sempre sceso in prima linea come presidente del comitato Conciapelli per sconfiggere il degrado nel suo quartiere. Insomma, un padovano doc. 


IL FATTO
Bigi, venerdì intorno alle 18, si era seduto al bar vicino al Municipio e di lì a poco avrebbe dovuto raggiungere la figlia per andare a cena insieme. «Stavo camminando a pochi metri dal Pedrocchi - ha raccontato - quando mi sono sentito sfilare il portafogli dalla tasca dei pantaloni. Sono anziano, ma ho subito realizzato cosa mi stava accadendo». 
L’ex fischietto di Seria A non ha perso un istante: in pochi secondi ha individuato il ladro e lo ha braccato. «L’ho afferrato per il collo - ha proseguito - perchè si era già infilato il mio portafogli nello zaino. C’è stata una breve colluttazione, poi mi ha restituito quanto mi aveva rubato. Penso avesse sui trent’anni e credo fosse originario dell’Europa dell’Est». Ma Bigi, pur avendo recuperato il portafogli, non si è arreso: «L’ho inseguito per un po’, tra la cartoleria Prosdocimi e la chiesa di Sant’Andrea. Poi l’ho perso di vista, aveva il passo più veloce del mio e del resto era giovane. Ho gridato più volte al ladro al ladro, ma nessuno mi ha aiutato».


IL DISPIACERE
Danilo Bigi è ancora sotto choc, non tanto per il furto del portafogli ma quanto per non avere ricevuto l’aiuto di nessuno. «Lo scippo è stato brutto, - ha sottolineato - ma mi ha fatto più male che non una persona mi abbia dato una mano. Da padovano sono amareggiato. Erano le 18 di venerdì in pieno centro storico, a un passo dal Pedrocchi, e i passanti hanno fatto finta di nulla. Ma questa è Padova, la mia città? Che tristezza». 
Tenace e combattivo, ieri mattina, Bigi si è recato di nuovo sul luogo dello scippo. «Ho rifatto un giro - ha concluso - con la speranza magari di incrociarlo. Il suo viso lo ricordo molto bene. Resta il fatto, per me molto doloroso, di quanto avvenuto venerdì pomeriggio dove tutti si sono girati dall’altra parte. Indifferenti a una richiesta di aiuto. A quell’ora, in pieno centro storico, non ho nemmeno visto polizia o carabinieri». 

 

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