L'eredità Conte e il falso testamento al maggiordomo: chiesti 5 anni per il commercialista Castellini

Il professionista secondo l'accusa avrebbe dirottato 15 milioni su conti alle Bahamas e altri su se stesso, parenti e amici. Il patrimonio da 90 milioni era stato lasciato, con disposizione fasulla, dal ricco commerciante al maggiordomo Cadore, poi condannato a tre anni

Giovedì 14 Luglio 2022 di Serena De Salvador
Il testamento poi risultato falso

PADOVA - Una condanna a 5 anni per aver contribuito a disperdere e rendere irrintracciabile parte della milionaria eredità di Mario Conte, il commerciante di pelli morto a 91 anni il 13 ottobre 2008. È la richiesta che il pubblico ministero Sergio Dini ha avanzato ieri in aula, al termine della sua requisitoria, nei confronti di Alessandro Castellini, commercialista padovano 55enne rinviato a giudizio nel 2011 con le accuse di riciclaggio e ricettazione.

LA VICENDA

Il processo in corso ha preso le mosse da un altro procedimento, quello che ha visto condannato in via definitiva a 3 anni di reclusione Luciano Cadore, ex maggiordomo di Conte che alla morte del datore di lavoro era risultato l'unico beneficiario del testamento ed erede di un patrimonio da 90 milioni di euro fra denaro e beni. Il giudice Elena Lazzarin ha stabilito nel 2013 che la firma in calce a quelle poche righe non apparteneva a Conte: il testamento è risultato falso e l'ex maggiordomo è stato condannato. All'epoca però una parte del lascito milionario era già sparita dai conti del Cadore e per questo era finito alla sbarra anche il commercialista Castellini.

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LA RICOSTRUZIONE
Secondo quanto sostenuto dall'accusa, il 55enne ha assunto la gestione di tutte le operazioni finanziarie legate al patrimonio illecitamente ereditato da Cadore, traslandone parte alle Bahamas ma anche convogliandone altri su conti, società e fondazioni intestati a sé stesso o a persone a lui vicine. La domanda fondamentale è quindi se il Castellini fosse consapevole dall'inizio della provenienza delittuosa del denaro e del fatto di stare agendo per rendere irrintracciabili quelle somme.
Per il pubblico ministero la risposta è sì. «L'appetito del Cadore è nato già nel 2005, prima della morte di Conte, quando l'anziano rilasciò una procura generale in favore del maggiordomo - ha spiegato Dini -. Ebbene, in quell'occasione Castellini fece da testimone. La sua partecipazione a tutta la vicenda patrimoniale legata all'eredità è testimoniata e prolungata».


A sottolineare il coinvolgimento del 55enne, sempre secondo la pubblica accusa, sono in particolare alcune telefonate. La mattina della morte dell'anziano alle 7.42 la badante informò del decesso Cadore, che alle 7.50 avvertì il 118. Poi, alle 8.23, il maggiordomo telefonò a Castellini che fu tra i primi ad arrivare sul posto. «Era con l'ex sindaco Giustina Destro, che ben conosceva Conte, mentre Castellini non ha mai avuto con l'anziano nessun rapporto personale o incarico formale» ha rincarato il pm.

LE MOVIMENTAZIONI
Oltre alle chiamate, una serie di movimentazioni finanziarie ha fatto concentrare i sospetti su Castellini. Dopo la pubblicazione del testamento (falso) il 6 dicembre 2008, il 26 gennaio 2009 Cadore aveva dato a Castellini l'incarico di curatore dell'eredità giacente e il 13 febbraio sul conto del commercialista era arrivato un milione di euro definito un cadeau (cifra per cui era scattata l'accusa di ricettazione). Pochi giorni e Castellini aveva fatto partire, dal conto corrente padovano dove Cadore aveva ricevuto l'eredità, due bonifici da 12 milioni e 3 milioni di euro destinati a conti appositamente accesi alla banca Bsi Overseas Bahamas intestati allo stesso Cadore.

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Poi avrebbe trasferito 6 milioni su un suo conto svizzero, dei quali 2,5 milioni erano andati alla ditta Machine Tools (di cui erano aventi diritto economico Castellini e l'allora cognato Lorenzo Di Lonardo). Di questi, 1,6 milioni erano passati alla United Tools, altra ditta intestata al Di Lonardo. E il pm nella sua requisitoria ha anche fatto riferimento a 8 milioni che sarebbero andati alla società immobiliare Aurora srl amministrata da Castellini, a un milione donato alla Libera Fondazione di Giustina Destro, a poco meno di 15mila euro andati a Marco Marini (altro cognato di Castellini) per spese elettorali e a 505mila euro sono stati il compenso pagato da Castellini con il denaro transitato per la Machine Tools al notaio che pubblicò il testamento di Conte. «Oltre 500 chiamate fra la morte dell'anziano e il periodo del trasferimento dei soldi alle Bahamas, operazioni tutte a beneficio del Castellini o di persone a lui vicine, quel milione ricevuto per prestazioni mai giustificate: il commercialista sapeva che quel denaro era frutto di un falso e che bisognava farne perdere le tracce» ha concluso Dini avanzando la richiesta a 5 anni di condanna. Si tornerà in aula il 5 ottobre.

Ultimo aggiornamento: 09:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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