Chi era Enrico, pilota padovano morto schiantandosi con l'aereo. La sorella: «Conosceva bene le manovre d'emergenza»

Martedì 23 Agosto 2022 di Marina Lucchin
Enrico Peron

BORGORICCO - Aveva inseguito il suo sogno senza mai farsi abbattere dalle difficoltà. Da Borgoricco dove, finita la scuola, ha lavorato come assicuratore per Ina Assitalia, era arrivato nel 2011 a Parigi, per iniziare la sua nuova vita, lui, che come dicono tutti i suoi amici, aveva sempre un po' la testa tra le nuvole. Ma non per modo di dire. Enrico la testa per aria ce l'aveva davvero: voleva realizzare il suo sogno di bambino, diventare un pilota. Mentre studiava nella capitale francese, si arrabattava con qualche lavoro come maître e organizzatore di eventi per locali e ristoranti, finchè nel 2019 non ha finalmente avuto il suo battesimo del volo all'aeroclub Pierre Trebod a St.-Cyr-l'École nella regione dell'Île-de-France.

«Era partito dall'Italia perchè qui non trovava un buon lavoro - racconta la sorella Giorgia - Lì a Parigi, dopo tanti sacrifici, ha fatto e concluso a pieni voti il corso per pilota di aerei di linea con l'Esa, la scuola di aeronautica, a settembre avrebbe iniziato a lavorare per Ryanair. Era molto felice di tutto perché, trovato questo lavoro, avrebbe anche potuto finalmente iniziare a creare una famiglia con la sua fidanzata Mathilde». Che fosse un pilota esperto, Giorgia e la sua famiglia non hanno dubbi: «Conosceva bene le manovre di emergenza con tutti i tipi di aerei». Enrico, infatti, di recente aveva ottenuto anche il brevetto di pilota commerciale per i Boeing 717 come first officer. E dal 2020 era diventato anche istruttore di volo per la France Ulm, la società per cui stava volando anche sabato, giorno della tragedia: la prima lezione per il 47enne morto con lui nello schianto. «È amato da tutti, in paese e fuori - racconta Giorgia Peron - Era una persona solare e curiosa. Ogni cosa la provava: ha viaggiato in tanti posti, ha mangiato i piatti di tutte le cucine, ha provato tutti i parchi divertimento. Ed era generoso, pronto ad aiutare tutti».

A Borgoricco e, poi, a Campodarsego aveva praticato la pallavolo con ottimi risultati. Le società di entrambi i paesi, la prima guidata da Chetti Bonaldo, la seconda da Giuseppe Costa, hanno presentato le condoglianze alla famiglia. Anche il sindaco, Alberto Stefani, si unisce al cordoglio del suo paese: «Enrico era un amico d'infanzia di cui conservo il bellissimo ricordo di tante giornate d'estate passate assieme. Lo abbraccio, ovunque egli sia». La famiglia Peron a Borgoricco è molto nota. Il papà Valerio, aveva un negozio di elettrodomestici nella strada principale del paese, mentre la mamma era una collaboratrice scolastica che ha visto crescere generazioni e generazioni di ragazzi. Mentre era a Parigi, Enrico ha anche conosciuto l'amore della sua vita, Mathilde, con cui conviveva da tre anni. Domani la famiglia dovrebbe giungere nella capitale francese per poter salutare Enrico un'ultima volta e incontrare la fidanzata, stravolta dal dolore, così come il suo grande amico Maxime Sénéchal, con cui condivideva la passione per il volo, ma anche quella per lo sport e il divertimento. Gli amici e la famiglia lo ricordano proprio per la sua intraprendenza. Aveva sperimentato il surf sulle onde dell'oceano, lo sci d'acqua, il paracadutismo, ma anche la corsa, l'alpinismo e l'equitazione. Il suo mito era Samantha Cristoforetti, che come lui, aveva la testa per aria e aveva coronato il suo sogno di dominare questo elemento. E l'addio di uno dei suoi tanti amici, non poteva essere più appropriato: «Ora che sei tra le stelle, continua a volare, come hai sempre sognato, prima o poi ci rincontreremo, ne sono certo».

Ha collaborato Cesare Arcolini

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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