Coalizione alla resa dei conti: l'ipotesi di una nuova civica

Giovedì 28 Gennaio 2021 di Gabriele Pipia
La campagna elettorale di Coalizione civica

PADOVA - Premessa: a microfoni accesi il grande teatro della politica porta tutti a smentire, garantendo che «la coalizione è compatta» e ribadendo che «non ci sono reali ipotesi di scissione». A microfoni spenti, però, nelle viscere dei movimenti che sostengono il sindaco Giordani ormai sta succedendo di tutto. I dissidi che fino a poche settimane fa correvano solo nelle chat interne ora stanno diventando pubblici, con uno scontro politico e generazionale che in vista del 2022 potrebbe portare addirittura alla clamorosa creazione di una nuova lista. Un progetto civico in cui potrebbero confluire anche diversi nomi noti tra assessori e consiglieri comunali. Una prima resa dei conti per Coalizione Civica - la seconda forza di governo, quella decisiva per la vittoria di Giordani - è in programma questa sera con un’assemblea convocata alle 20.45. Il clima lo riassume un militante: «Per fortuna saremo solamente in collegamento Zoom».
FACCIA A FACCIA
Sono invitati gli oltre 400 iscritti e all’ordine del giorno ci saranno due mozioni contrapposte. La prima, decisamente critica, porta 15 firme tra cui diversi nomi noti: Roberto Ongaro è stato presidente della Zip, Lorenzo Mazzuccato è uno storico militante di Rifondazione e Sergio Ventura era tra le figure proposte al sindaco per la successione di Arturo Lorenzoni. Il loro è un documento lungo e incalzante che sollecita «un cambio di atteggiamento politico, basato sulla riaffermazione dei nostri valori costitutivi». Altrimenti, ecco il rischio: «Essere un esperimento che ha cercato di tenere insieme idee e diversità, che ha avuto consenso, ma alla fine non ha prodotto cambiamento». Una seconda mozione decisamente più soft è stata invece presentata dal coordinamento politico, sostenuto dai tre assessori Gallani, Nalin e Ragona, che sottolinea «i molti risultati ottenuti» e propone di convocare gli Stati Generali di Coalizione per il prossimo maggio. 
Stasera i due documenti saranno messi al voto. È il momento in cui Coalizione si pesa e si guarda dentro. Quello che si sta consumando è uno scontro generazionale dal punto di vista anagrafico e politico. Da una parte chi frequenta le stanze di Palazzo Moroni fin dai tempi delle giunte Zanonato, dall’altra chi si è affacciato per la prima volta al ponte di comando la notte del 25 giugno 2017. E in questo scontro una delle anime più identificabili è quella Rifondazione che fa capo a Daniela Ruffini. Alle ultime Regionali ha preferito correre da sola senza sposare il progetto del “Veneto che vogliamo” targato Lorenzoni, anche nel 2022 potrebbe ripetere la stessa scelta. 
LE ALTRE FORZE
La fibrillazione è palese dentro Coalizione, ma per arrivare all’ipotesi di una nuova lista bisogna considerare che le acque sono agitate in tutte le civiche che compongono il variegato puzzle del centrosinistra. A partire dalla Lista Giordani, dove tra l’altro lunedì il gruppo si è diviso in Consiglio sul voto legato alla permuta Iris-Boschetti: Pillitteri ha votato a favore mentre Tarzia ha deciso di non partecipare al voto. Molte incognite sul futuro serpeggiano nella Lista Lorenzoni, alla quale appartiene l’assessora Benciolini. Più di qualcuno non ha affatto gradito l’intervista pubblicata dal Gazzettino in cui lo stesso ex vicesindaco prende le difese di Maurizio Saia (che sta lavorando ad un nuovo progetto di destra) dalle dure accuse di Roberto Marcato. Il commento più diffuso? «Dietro quelle parole al miele c’è la regia dell’ex assessore Carrai». 
IL FUTURO
Questo è lo scenario attuale, poi ci sono i ragionamenti sul futuro. All’ipotesi di una nuova lista civica guarda anzitutto una frangia di Coalizione (quella non legata ai partiti) ma potrebbero esserci ammiccamenti anche con alcuni componenti della Lista Giordani e soprattutto con i delusi della Lista Lorenzoni. In un contesto simile il Pd resta l’elemento di equilibrio con una linea chiara: abbracciare in modo compatto la giunta Giordani. Una linea, quella del sostegno incondizionato alla ricandidatura del sindaco, che trapela in ogni caso anche dalle altre forze civiche. Dubbi, litigi e una sola certezza: «Oggi Sergio è l’unica opzione». 
Intanto, però, dentro Coalizione le riflessioni sono iniziate. Alle elezioni manca un anno e mezzo. In politica è come un’era geologica, ma nel popolo arancione molti si sono convinti: se bisogna contarsi e decidere cosa fare, bisogna iniziare subito. 
 

 

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