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Elezioni, tra due settimane si vota. E in Veneto calano i big della politica

Sabato 28 Maggio 2022 di Alda Vanzan
Elezioni, tra due settimane si vota. E in Veneto calano i big della politica

Calata di big in Veneto in vista delle elezioni amministrative: tra due settimane, il 12 giugno, si vota in 86 Comuni, ma le sfide nazionali sono sostanzialmente due, Padova e Verona. Con una differenza: mentre nella città del Santo il sindaco uscente Sergio Giordani è dato per favorito in tutti i sondaggi, è nel capoluogo scaligero - complice la divisione del centrodestra - che la partita risulta apertissima tra Federico Sboarina, Damiano Tommasi, Flavio Tosi, tant'è che ogni rilevazione fin qui effettuata ha dato risultati differenti.

Salvini, Meloni, Letta, Brunetta in arrivo in Veneto


È così che gli sforzi dei partiti si intensificano. Il Pd schiera il segretario nazionale Enrico Letta (stamattina a Verona, quindi a Thiene, poi a Padova) e il ministro Dario Franceschini (il 10 giugno a Padova); Forza Italia ieri ha ospitato la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini e oggi accoglierà il vicepresidente nazionale Antonio Tajani, mentre Licia Ronzulli è attesa il 9 giugno, a ruota il ministro Renato Brunetta; Matteo Salvini per la Lega arriverà la prossima settimana; la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni sarà a Padova e a Verona il 9 giugno.


Elezioni a Padova


Nella città del Santo la sfida di fatto è a due: per il centrosinistra ci riprova il sindaco uscente Sergio Giordani (che cinque anni sconfisse il leghista Massimo Bitonci), mentre il centrodestra è compatto su Francesco Peghin. L'ultimo sondaggio Winpoll commissionato da Scenari Politici e diffuso dal comitato elettorale di Giordani (800 interviste completate tra il 18 e il 21 maggio) dà il sindaco in carica stravincente: lo voterebbe il 67,6% dei padovani, solo il 26,7% vorrebbe Peghin. Idem un sondaggio You Trend (808 casi tra il 16 e il 17 maggio): Giordani 62,8%, Peghin 32,9%. Di tutt'altro tenore il sondaggio di In.Twig reso noto dall'ufficio stampa di Peghin (751 interviste dal 9 al 17 maggio) da cui risulta che il candidato del centrodestra sarebbe a un'incollatura dal sindaco del Pd e dei Cinque stelle in una città dove la maggioranza dei cittadini bocciano la qualità della vita negli ultimi anni e promuovono le proposte forti del centrodestra civico. I dati: coalizione di Peghin al 47%, coalizione di Giordani al 49,1.

Elezioni a Verona


Nel capoluogo scaligero la partita più interessante con il ballottaggio dato per scontato. A giocarsela sono il sindaco uscente Federico Sboarina sostenuto da Lega, Fratelli d'Italia (partito cui si è iscritto), Coraggio Italia; l'ex calciatore Damiano Tommasi sostenuto da tutto il centrosinistra; Flavio Tosi, già sindaco dal 2007 al 2017, ex segretario della Lega, sostenuto da Forza Italia e da Italia Viva di Matteo Renzi. Proprio Renzi è stato tra i primi big di partito ad arrivare a Verona: «Ho rinnovato il nostro sostegno a Flavio Tosi ex sindaco talmente bravo che la Lega lo ha espulso e sostiene un altro candidato - ha scritto Renzi nella sua newsletter -. La regola è sempre quella: noi appoggiamo i candidati migliori, punto. Perché alle amministrative si sceglie il sindaco, nient'altro». Una rilevazione di Demopolis per La7 dà il seguente risultato: Sboarina in vantaggio, secondo Tommasi, terzo Tosi. Differenti gli scenari prospettati da Demetra per Il Veronese Magazine (800 interviste effettuate tra il 25 e il 26 maggio): Tommasi primo col 37,2%, Tosi secondo col 31,9%, Sboarina terzo col 28,8%. E se si andasse al ballottaggio? Tommasi-Tosi, vincerebbe Tommasi col 52,4%; Tommasi-Sboarina, ancora Tommasi col 50,7%; Tosi-Sboarina, vincente Tosi col 53,5%.


Elezioni a Belluno


La sfida per Palazzo Rosso non è finita sotto i riflettori nazionali anche se potrebbe profilarsi il ritorno del centrodestra: dopo 10 anni di governo civico, il centrosinistra si è diviso tra Giuseppe Vignato e Lucia Olivotto, lasciando così favorito l'ex campione paralimpico Oscar De Pellegrin sostenuto da Lega e FdI.


Referendum del 12 giugno: per cosa si vota?


Il 12 giugno si vota anche per i 5 referendum sulla giustizia. Per il sì sono Lega, Radicali, Forza Italia, Italia Viva, Azione. Nettamente contrario il M5s. FdI ha espresso perplessità su alcuni quesiti. Il Pd lascia libertà di voto.

Ultimo aggiornamento: 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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