Padova, Verona, Belluno: 18 aspiranti sindaci nelle tre città capoluogo in Veneto

Domenica 15 Maggio 2022 di Angela Pederiva
Padova, Verona, Belluno: 18 aspiranti sindaci nelle tre città capoluogo in Veneto

A Padova 9, a Verona 6 e a Belluno 3. Sono 18 i candidati che il prossimo 12 giugno correranno per la carica di sindaco nelle tre città che sono capoluogo di provincia e che vanno al voto in queste Amministrative 2022, caratterizzate trasversalmente da una diffusa difficoltà nella formazione delle liste, depositate ieri, a causa della mancanza di disponibilità. Complessivamente in Veneto saranno 86 i Comuni alle urne, di cui 73 sotto i 15.000 abitanti e 13 potenzialmente interessati dal ballottaggio del 26 giugno.


UN QUARTO
Complessivamente la tornata coinvolgerà quasi un quarto della popolazione veneta. I residenti nei centri che rinnoveranno i propri organi comunali sono infatti 1,1 milioni, cioè il 24,1% del totale, fra i quali i maggiorenni chiamati a scegliere 1.152 consiglieri. Considerando le varie province, a Padova i municipi sono 18: oltre alla città del Santo, spiccano Vigonza e Abano Terme. Risultano invece 14 a Verona: con il capoluogo scaligero, c'è anche Cerea. Belluno, inseme a Feltre, guida la lista dei 12 sulle Dolomiti, in cui è presente pure Cortina d'Ampezzo. Sono 9 nel Veneziano, tra cui Mira, Mirano, Jesolo, Santa Maria di Sala e Marcon. Tutti piccoli i 17 Comuni del Trevigiano (fra i quali Casale sul Sile e Susegana), così come i 6 del Polesine (fra cui Porto Viro). Infine sono 10 nel Vicentino, a cominciare da Thiene.


GLI SCHIERAMENTI
I riflettori saranno puntati sulle tre competizioni maggiori, viste come un banco di prova in cui si misureranno gli schieramenti principali, nel conto alla rovescia per le Politiche del 2023. La gara più affollata è quella di Padova, dove il sindaco uscente Sergio Giordani del centrosinistra dovrà vedersela con otto sfidanti, a iniziare da Francesco Peghin del centrodestra. La coalizione formata da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia qui è compatta, così come a Belluno con il portacolori Oscar De Pellegrin (anche se non c'è il simbolo forzista), ora che il primo cittadino in carica Jacopo Massaro va terminando il suo secondo mandato e il suo centrosinistra si divide fra Giuseppe Vignato e Lucia Olivotto. Strappo azzurro invece a Verona, dove Fi si sfila dalla compagine che ricandida Federico Sboarina e sostiene il possibile ritorno di Flavio Tosi, mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono uniti nel supportare Damiano Tommasi.


A PADOVA
Per quanto riguarda Padova (24 compagini), il ricandidato Giordani è sostenuto da 9 liste: Pd, M5s, Europa Verde, Giordani Sindaco, Coalizione Civica, Padova Futura, Per Padova, Padova Bene Comune e Padova Insieme. L'avversario Peghin può contare su 7: Lega, Fdi, Fi-Udc, Peghin Sindaco, Più Padova, Coraggio Italia e Popolo della Famiglia. Quanto agli altri, Domenico Minasola corre con Alleanza per Padova, Francesca Gislon con Gislon Sindaca, Lorenzo Innocenti con Torna Padova, Luca Lendaro con Tutta Nostra la Città e Solidarietà Ambiente Lavoro, Paolo Girotto con Movimento 3V, Salim El Maoued con Padova di Tutti e Chiara Zoccarato con Alternativa.


A VERONA
Sono 26 le liste in campo a Verona. I raggruppamenti principali riguardano Sboarina (6 formazioni, con Fdi, Lega e Coraggio Italia, più le civiche), Tosi (9, tra cui Fi, la sua Fare! e la storica Lista Tosi) e Tommasi (6 compagini con Pd, M5s, Azione e, fra le altre, Traguardi). In corsa ci sono poi Alberto Zelger (Popolo della Famiglia e altre due), Anna Sautto (Movimento 3V) e Paola Barollo (Verona Costituzione Libero Pensiero).


A BELLUNO
Per il municipio di Belluno, sono schierate 10 squadre. C'è De Pellegrin con Lega, Fdi, Belluno al Centro e Noi con Oscar. Vignato è supportato da Pd, Valore Comune, Belluno D+ e InMovimento. Olivotto è accompagnata da Insieme per Belluno e Belluno Bene Comune.


IL QUORUM
Restando nel Bellunese, sarà soprattutto fra le montagne che verrà testata la svolta nel calcolo del quorum. Storicamente soprattutto nei centri più piccoli, dove c'era un solo candidato sindaco e un alto tasso di emigrazione, ogni volta aleggiava lo spettro del commissariamento, di fronte al rischio della mancata partecipazione da parte della metà più uno degli aventi diritto. Ma ora non sarà più così, per cui si annuncia più tranquilla la prospettiva per località come Tambre, Cesiomaggiore e Fonzaso. Anche dov'è stata ammessa all'elezione una sola lista, infatti, saranno eletti tutti gli aspiranti consiglieri e il relativo primo cittadino, purché la compagine abbia riportato un numero di voti validi pari almeno al 50% dei votanti e si siano recati alle urne almeno il 40% dei maggiorenni. In caso contrario, l'elezione è nulla. Per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune, però, non si terrà più conto di quelli inseriti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) che non esercitano il diritto di voto come previsto dalla legge.
 

Ultimo aggiornamento: 09:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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