Don Marino, gli accusatori: «Nei bar sempre con la stessa donna, oltre 15 segnalazioni in Curia»

Mercoledì 29 Gennaio 2020 di Gabriele Pipia
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ALBIGNASEGO (Pd) - I primi sono rumorosi, scatenati, pronti a distribuire lettere e volantini organizzando petizioni e fiaccolate. I secondi sono l'esatto opposto: prudenti e silenziosi, ma comunque spettatori più che interessati. Da una parte i difensori, dall'altra gli accusatori. Ad Albignasego due schieramenti opposti alimentano lo scandalo di don Marino. Ora, però, in un clima da grande faida di paese, il muro di silenzio della seconda fazione inizia a sgretolarsi.

«Noi sappiamo che sono state inviate almeno una quindicina di mail alla Diocesi tra luglio e settembre - raccontano infatti al Gazzettino tre delle persone che hanno segnalato i comportamenti di don Marino al vescovo mons. Cipolla -. Il parroco è stato visto più volte in compagnia della stessa donna in diversi luoghi pubblici. Parliamo di pasticcerie frequentate di Albignasego, di Abano e dei Colli euganei. Non pensiamo quindi si trattasse solo di semplici gentilezze. Abbiamo segnalato questi comportamenti insoliti e non consoni alla Curia, che immaginiamo abbia ben altre prove in mano visto come ha proceduto».

IL PROCESSO
Il padovano don Marino Ruggero, 54 anni, già discusso in passato per la sua partecipazione ad un provino del Grande Fratello e per alcune prese di posizione sul «problema dei rom» e a favore della legittima difesa, si è dimesso il 2 gennaio da parroco di San Lorenzo e si trova ora sotto processo canonico. L'accusa è di aver violato «l'obbligo di celibato» mettendo in atto «comportamenti non conformi allo stato clericale». Lo ha comunicato la Diocesi di Padova parlando di «segnalazioni avvalorate da prove».

BOTTA E RISPOSTA
Alle accuse della Curia don Marino ha risposto in due modi. Anzitutto si è dichiarato pronto a «fare i nomi dei preti padovani pedofili, gay e che hanno avuto rapporti con donne che hanno abortito», e per questo il pubblico ministero Roberto Piccione ha aperto un fascicolo convocandolo in Procura. Poi ha acceso i riflettori su un'altra questione: «Due anni fa ho denunciato la sparizione di un decennio di registri economici della parrocchia. Io volevo cambiare e migliorare la gestione ma forse ero diventato scomodo». Anche su questo tema, ora, la schiera degli accusatori decide di aprire bocca: «È stato facile per Don Marino rigirare il discorso e spostare l'attenzione su altre questioni - attaccano - ma se effettivamente avesse avuto sospetti su ammanchi di denaro avrebbe dovuto convocare l'economato della Curia e il Consiglio per la gestione economica per esporre i suoi sospetti. Inoltre avrebbe dovuto convocare il Consiglio uscente e chiedere spiegazioni. Cosa che non ha mai fatto».

I VOLANTINI
Quella di San Lorenzo di Albignasego è una faida velenosa, ma anche una saga condita da lettere anonime, volantini e insinuazioni. Tra i tanti pettegolezzi c'è anche quello che fa riferimento ad un video a luci rosse con protagonista una giovane donna che, secondo la lettera distribuita in diverse cassette della posta, «sperava di essere assunta nell'asilo parrocchiale senza averne i requisiti e ha messo in giro la diceria che don Marino non l'avrebbe presa per quel vecchio filmino». Ora è la migliore amica della protagonista di quel discusso filmato a difendere la donna aggiungendo ulteriori dettagli: «Quel video è vero, ma è vecchio di 15 anni: tirarlo fuori in una lettera anonima è stato veramente un colpo basso. I fatti di cui si parla, quelli legati alla mancata assunzione, sono del 2018. Lei i titoli per essere assunti li aveva eccome. Si è rivolta ad un avvocato e alla Curia, che poi si è attivata facendo verifiche sul caso». Due fazioni contrapposte, certo, ma anche due inchieste (canonica e penale) in corso. La faida di Albignasego ha scoperchiato un pentolone da cui sta uscendo di tutto.
 

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA