Le discoteche: «Super green pass? Il pubblico è responsabile, non sarà un problema»

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Michelangelo Cecchetto
Una serata in discoteca prima della pandemia
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PADOVA - Da un mese e mezzo è stata consentita l’apertura delle discoteche, una delle attività che si sono fermate immediatamente dalla scoperta del primo caso di contagio a Vo’ Euganeo e che sono quindi rimaste chiuse per poco meno di venti mesi, con fortissime ripercussioni per tutti gli operatori del settore. Si è ritornati a ballare in pista da poche settimane. Qual è la risposta del pubblico? Ci saranno conseguenze con l’adozione del Super green pass? E se dalla zona bianca si dovesse passare al giallo c’è il timore di chiudere nuovamente?
Su queste domande ecco le opinioni di alcuni dei principali operatori del settore in città e provincia.

I GESTORI

«L’accesso ai locali rimane limitato alla metà della capienza utile, ma stiamo riscontrando una buona partecipazione da parte del pubblico. Le persone si organizzano, prenotano per tempo, cosa che prima della pandemia succedeva molto raramente –spiega Riccardo Checchin, contitolare della ristodisco Storya a Santa Giustina in Colle–. Il nuovo Green pass cambierà poco per quanto concerne il mio settore. Influenza di più i locali della ristorazione con un pubblico con un’età maggiore rispetto a chi vuole trascorrere una serata divertendosi, ballando e socializzando in pista. Nessuno si augura l’uscita dalla zona bianca: non dovesse essere così, vedremo quale sarà l’orientamento del pubblico. Le discoteche con l’adozione del Super green pass rimangono aperte».
«Nel mio caso, se come discoteca non si dovesse lavorare –conclude Checchin– tornerò alla pura ristorazione con sottofondo musicale. Un aspetto particolare è che siamo alla ricerca di personale. Molti che lavoravano nelle discoteche hanno cambiato professione e non ritornano più. Questo è uno degli effetti generati dal lungo lockdown delle nostre imprese».
Ha riaperto un mese fa dopo 600 giorni di chiusura il Fishmarket, storico e dinamico spazio del divertimento della città in via Sarpi. «Molto positiva la risposta –testimonia Giorgio Pavan, uno dei soci–. Il nostro pubblico è fatto da giovani che rispettano le regole, attendono in fila, osservano le disposizioni anti contagio e non ci sono stati casi di “furbetti del Green pass”. Un atteggiamento molto responsabile che, dico la verità, mi ha stupito positivamente. Bello che siano tornati a seguirci, del resto la direzione è chiara e lo hanno capito soprattutto i giovani: per uscire da questa situazione occorre vaccinarsi. Da oggi per noi non cambierà nulla. Il timore delle conseguenze dell’uscita dalla zona bianca c’è, ma in questo momento sono molto ottimista vista la coscienza civile di tutti».

«C’è voglia e richiesta del pubblico di ritornare alla normalità, quindi di trascorrere momenti e serate nei locali, e la risposta è abbastanza buona –è la valutazione che traccia Andrea Massaggia, contitolare del restaurant e lounge bar Q nel centro di Padova e della discoteca Extra Extra, altro storico spazio in via Ciamician, aperto il sabato sera–. In questi ultimi giorni la battuta d’arresto è nella ristorazione. In sofferenza il comparto delle cene aziendali natalizie, probabilmente per la paura, in caso di positività, di bloccate anche l’attività lavorativa. Vedo difficili anche le prenotazioni anticipate per il Capodanno: chi in questa situazione ti dà un acconto? Il nostro pubblico principale –sottolinea Massaggia– va dai 20 ai 40 anni e l’attivazione del Super green pass non dovrebbe avere un impatto sulla frequentazione. Anche in caso cambio di fascia, con la nuova certificazione, i locali rimangono aperti, ma tutta da vedere è la risposta della gente in questo caso. Tutto dipende dalla situazione ospedaliera».

Ultimo aggiornamento: 18:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA