Discoteche: si risveglia il popolo della notte, ma in pista niente mascherina

Domenica 17 Ottobre 2021 di Michelangelo Cecchetto
Storya di Santa Giustina in Colle
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PADOVA - Prima di arrivare di fronte all'ingresso, nella zona industriale di Santa Giustina in Colle in provincia di Padova, si incrociano decine e decine di auto in sosta. Non sono quelle di operai del turno serale di qualche fabbrica: non si lavora nei vari capannoni sedi di aziende meccaniche, di trasporto e servizi. Luci e musica arrivano solo da uno di questi, al civico 35 di via Tremarende dove c'è la discoteca Storya, una delle più longeve dell'area padovana. I proprietari, Riccardo Checchin (inventore dell'evento benefico AperyShow), Thomas e Alex Visentin, sono riusciti a resistere alla tempesta Coronavirus che ha drammaticamente colpito il settore. Hanno puntato sulla ristorazione e su un nuovo servizio di consegna a domicilio di bevande e cocktail. Tutto per mantenere il contatto con i propri clienti.
Ma una discoteca non è tale se non si può ballare e stare vicini. Come andare ad un concerto in un palazzetto e non poter cantare. Il locale è diventato un grande ristorante con sottofondo musicale. Cene, osservando rigorosamente l'orario del coprifuoco. Dopo venerdì 21 febbraio 2020, con l'allarme virus lanciato da Vo' e la chiusura immediata dei locali, protagonista è un altro venerdì. Quello appena trascorso. Una data che qualcuno definisce storica per il settore del divertimento notturno. Possibilità di ballare in pista e di spostarsi dal proprio posto al tavolo, fino a notte fonda. Ingressi limitati a metà della capienza, per lo Storya 600 persone.

LA SICUREZZA

All'ingresso il personale della sicurezza, la security, controlla green pass e temperatura. Dà quindi il lasciapassare. Mascherina indossata si è affidati ad affascinanti fanciulle. Sono le ingressiste, chiedono il nome del tavolo oppure della lista, in base alla prenotazione. Piantina alla mano, ti accompagnano al tuo posto in sala dove il volume della musica già non è più da sottofondo. Tutti occupati i numerosi tavoli anche nell'ala superiore del locale. C'è il compleanno di Chiara nel privé, ci sono gruppi di amiche nell'uscita settimanale senza morosi, la tavolata dei colleghi di lavoro. Già frenetico l'andirivieni del personale di sala. Ad animare la cena c'è Luca B., impossibile tra una portata e l'altra non cantare i brani che lancia. Genere revival. Il pubblico non ne sbaglia uno e non è solo perché il venerdì il pubblico è più adulto. Omaggiato anche un tavolo con ospiti napoletani, del resto la canzone partenopea è mondiale.
«Ripartenza che aspettavo da tempo, mi sembra strano rivedere quello che mi ero dimenticata», dice Linda Zoccarato, 25 anni di Vigonza, che da 5 fa immagine in discoteca. Attende il fine cena per cominciare a rivivere la notte. Con lei l'amica e coetanea Beatrice Mincao di Padova. «Lavoro in disco da tre anni, non credevo fosse vera la notizia della riapertura dopo 20 mesi». «Si è atteso un po' troppo, siamo consapevoli che l'emergenza non è finita, ricominciamo ricordando con massimo rispetto le vittime», dice il noto pierre Christian De Sieno, poi sale in consolle anche lui. Ben prima dell'arrivo dei caffè, si balla ai tavoli, è quasi l'una. Entrano via via gli avventori del dopocena. Un flusso continuo. Passaggio di testimone tra Luca B. e lo storico dj Flavio Gioia. Ancora musica anche da cantare. Gli effetti di luci, laser, videoproiezioni e videoled si fanno ancora più speciali. Via i tavoli ed ecco la pista e la musica diventa dance e commerciale. Mezz'ora dopo l'una: Si ballaaa!, è l'urlo del dj amplificato a mille. Il pubblico si scatena, è ritornata la discoteca.

I SALUTI

«Una serata del genere occupa un centinaio di persone», spiega il direttore operativo Davide Kime Chimento. Il dj saluta i vari tavoli, fa gli auguri ai festeggiati, ringrazia colleghi del settore presenti alla ripartenza come ospiti. Riccardo, Thomas ed Alex non si fermano un attimo. Sono nel cuore del lavoro, frenetico. «Non male come avvio - il primo loro commento - c'è bisogno di tempo ovviamente e speriamo che si torni prima possibile agli accesso massimi». Alle 4 lo stop. Per il personale ancora molto lavoro, almeno un'ora. Quando lo Storya chiude è ancora buio. Bisogna attendere per l'alba, ma quella delle discoteche è già cominciata.
 

Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA