Erano i re delle notti in discoteca ora lavorano in un supermercato causa Covid: la nuova vita dei due Micheli

Mercoledì 9 Febbraio 2022 di Gabriele Pipia
Michele Berto e Michele Bertocco
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PADOVA - Il segreto sta tutto nello spirito. Michele Berto e Michele Bertocco («i due Micheli», come li chiamano gli affezionati clienti) per una vita sono sempre stati abituati a lavorare in mezzo alla gente. Musica, balli, festa. Negli ultimi due anni la pandemia ha travolto e stravolto tutto, ma non il loro spirito. «Continuiamo a essere felici in mezzo alla gente, anche se abbiamo completamente cambiato mestiere» racconta Bertocco, cinquantacinque anni di cui quasi quaranta vissuti nel mondo dello spettacolo. I due amici - storici gestori della discoteca Parioli Dancing di Montagnana - nel 2020 hanno chiuso l'attività e ora lavorano dietro il bancone dei supermercati Alì. Bertocco a Saonara e Berto a Limena, tra salumi, formaggi e sorrisi.

SECONDA CASA
«Per me il Parioli non era un semplice posto di lavoro, per vent'anni è stata davvero una seconda casa - racconta Bertocco con la voce ancora piena di energia - L'emergenza sanitaria ha cambiato totalmente le nostre prospettive ma con fede, forza e coraggio siamo sempre andati avanti. Abbiamo avuto necessità di reinventarci per guadagnarci dignitosamente il nostro pezzo di pane: non c'erano sbocchi professionali nel mondo dello spettacolo e non potevamo stare lì fermi ad aspettare ristori o reddito di cittadinanza».

LA SCELTA
Dopo l'incubo della primavera 2020, i due amici hanno provato ad aspettare e tenere duro fino alla fine dell'anno ottenendo tutte le licenze necessarie per la riconversione ad attività di ristorazione. «Ma nemmeno quello è servito perché poi sono arrivate nuove chiusure - prosegue l'ex titolare - Allora abbiamo deciso di cambiare vita. Prima siamo andati a fare i contadini e coltivando i campi non abbiamo perso mai il nostro ottimismo, poi siamo stati assunti da Alì. Dobbiamo ringraziare la famiglia Canella per questa opportunità: il mio amico Michele aveva già lavorato per loro, io invece ho dovuto imparare tutto da zero. Ma sono molto felice anche perché abbiamo avuto una grande fortuna: non siamo finiti in un ufficio o in un laboratorio ma ancora una volta in mezzo alla gente, come è sempre piaciuto a noi. E Alì ci permette anche di portare avanti la nostra vecchia passione coinvolgendoci negli eventi come le grandi aperture. Stiamo davvero bene, qui non siamo un semplice numero».

IL FUTURO
Ma è possibile lasciarsi completamente alle spalle un passato così bello? «Noi stiamo a vedere come vanno le cose - risponde di getto Michele, che prima di gestire il Parioli aveva lavorato alle Piramidi di Boara Pisani e al P.1. di Abano Terme - Siamo osservatori di un mondo che piano piano potrebbe ripartire, anche se sappiamo bene che il condizionale è d'obbligo. Intanto abbiamo lanciato Parioli in tour grazie ai locali che ci ospitano. Sabato saremo da Gambaro a Cadoneghe, poi il 26 febbraio alla Mandria a Ospedaletto. Mio figlio cura l'aspetto del marketing e mia moglie Paola, che al Parioli aveva un ruolo fondamentale occupandosi delle compagnie, continua a dare una mano. Il Covid è stata una mazzata tremenda ma noi non ci siamo fermati del tutto, la musica continua a fare parte della nostra vita. Sabato saremo di nuovo a fare una serata e cercheremo di mantenere sempre un appuntamento settimanale nei locali».
«Avevamo una quindicina di persone che lavoravano per noi - spiega - e fino all'ultimo abbiamo continuato a pagare gli affitti, poi è diventato inevitabile dire basta perché i costi per mantenere una struttura così grande erano troppi. In ogni caso però non vogliamo spegnere del tutto la nostra musica. I nostri motori restano sempre accesi. Anche quelli del cuore».
 

Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 14:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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