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Hanno già la pensione: stipendio autosospeso per 4 direttori di Ulss. Lavoreranno gratis

Domenica 26 Giugno 2022 di Alda Vanzan
Hanno già la pensione: stipendio autosospeso per i 4 direttori di Ulss. Lavoreranno gratis
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Giuseppe Dal Ben, Francesco Benazzi, Edgardo Contato, Maria Giuseppina Giusi Bonavina si sono autosospesi lo stipendio di direttori di Ulss del Veneto: per ora lavoreranno gratis. Motivo: la Regione sta verificando le loro posizioni dal momento che sono andati in quiescenza dal proprio lavoro e quindi da mesi cumulano pensione e retribuzione pubblica. La Regione ha aperto un fascicolo per capire se questo cumulo è possibile: «Mi riservo un confronto con i ministeri competenti, alle cui risultanze si darà puntuale seguito», ha detto il direttore generale dell'area Sanità della Regione Veneto, Luciano Flor. Precisando, tra l'altro, di non essere coinvolto nella vicenda: pur avendo i requisiti, Flor non è mai andato in pensione.


IL PRECEDENTE
Il caso è scoppiato in Basilicata, tra l'altro con un protagonista veneto. Il vicentino Giampaolo Stopazzolo, ex direttore dei Servizi socio-sanitari dell'Ulss 8 Berica, lo scorso 13 gennaio è stato nominato direttore generale dell'Azienda sanitaria di Potenza fino al 31 dicembre 2023. Due mesi dopo, il 1° marzo, è andato in pensione dalla propria professione. Pare che Stopazzolo abbia informato la Regione Veneto - suo datore di lavoro - dell'avvenuto pensionamento. Quindi ha cominciato a percepire la pensione cumulandola allo stipendo di dg dell'Ulss di Potenza. Un cumulo su cui i sindacati locali hanno trovato da eccepire. La vicenda è finita sui giornali e la Procura regionale della Corte dei Conti della Basilicata ha aperto un fascicolo per presunto danno erariale. L'epilogo giovedì scorso, 23 giugno, quando Stopazzolo si è dimesso da direttore dell'Ulss di Potenza. Il governatore della Regione, Vito Bardi, ne ha preso immediatamente atto pubblicando, sul Bollettino ufficiale del 24 giugno, il decreto con cui rende note le dimissioni del suo manager.


Il punto è: se Stopazzolo prendeva stipendio e pensione e alla fine si è dimesso, perché invece in Veneto quattro direttori di Ulss continuano a cumulare gli emolumenti? Giuseppe Dal Ben (Azienda ospedaliera di Padova), Francesco Benazzi (Ulss 2 Marca Trevigiana), Edgardo Contato (Ulss 3 Serenissima Venezia), Maria Giuseppina Bonavina (Ulss 8 Berica) hanno spiegato alla Regione di essere assolutamente in regola: quando il governatore Luca Zaia li ha nominati, nel febbraio 2021, nessuno dei quattro era in pensione. I requisiti - hanno spiegato - sono maturati successivamente e tutti e quattro hanno goduto del proprio diritto. «Abbiamo contezza della regolarità della situazione e della perfetta coerenza con le prescrizioni amministrative dell'attuale posizione», avrebbero spiegato a Palazzo Balbi. A Palazzo Balbi raccontano che dell'avvenuto pensionamento - e conseguentemente del cumulo pensione più stipendio - si sia saputo solo dopo che è esplosa la polemica in Basilicata. I quattro, cioè, non avrebbero informato Zaia di essere diventati pensionati. La replica è che gli uffici amministrativi delle Ulss erano invece a conoscenza di tutto. Tant'è, ora i quattro si sono autosospesi lo stipendio. Il loro compenso annuo - come riporta la Regione nella sezione amministrazione trasparente - è di 154.937,06 euro con possibilità di maggiorazione fino al 20% in caso di verifica positiva dei risultati di gestione ottenuti. A loro dire, il cumulo sarebbe possibile fino a un massimo di 240mila euro lordi annui.


LA DECISIONE
Ecco la nota diffusa ieri da Palazzo Balbi: In merito al caso rilevato nella Regione Basilicata, dove a un direttore generale di Asl è stato contestato il fatto di essere andato in pensione e di percepire lo stipendio, considerato un parere pronunciato dal Consiglio di Stato, il direttore generale dell'area Sanità della Regione Veneto, Luciano Flor, precisa quanto segue: «È stata conclusa una verifica formale da cui è emerso che quattro dg, regolarmente nominati mentre erano in servizio, sono andati nel frattempo in quiescenza. Gli stessi dg hanno anticipato un parere legale pro veritate concernente approfondimenti in merito alla loro posizione. In virtù di queste informazioni e della peculiarità del caso mi riservo un confronto con i ministeri competenti, alle cui risultanze si darà puntuale seguito. I direttori generali interessati hanno inoltre comunicato che, in attesa della verifica, si autosospendono dalla percezione dello stipendio. Preciso infine che il sottoscritto non è coinvolto personalmente dalla questione in esame in quanto non in quiescenza». In mattinata sulla questione sono intervenuti il consigliere regionale Arturo Lorenzoni («Ritengo che in attesa di chiarire se sia lecito o meno che essi percepiscano contemporaneamente indennità e pensione, debbano sospendersi dal loro incarico»), il sindacato Cub di Vicenza e i consiglieri del Pd: «Il cumulo di pensione e indennità pone anche un problema di sostenibilità economica, oltre che di equità, soprattutto nel settore pubblico».

Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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